«La nostra identità è in quella piazza»

12 Febbraio 2017

Francavilla, oltre 100 presenze al dibattito contro la demolizione dell’edificio. Luciani: sono sempre gli stessi che dicono no

FRANCAVILLA AL MARE. La Sirena è Francavilla al Mare. Questo, in estrema sintesi, il messaggio partito ieri pomeriggio nel corso dell'incontro organizzato dal comitato Sirena Risorgi, al Museo Michetti, per ribadire un secco no al progetto di demolizione di uno dei palazzi simbolo della città. Grande partecipazione con circa centocinquanta cittadini che hanno assistito a una ricostruzione storica del palazzo e del suo valore simbolico e non solo per tutta la comunità francavillese. A moderare il dibattito è stato Pierfrancesco Fimiani, che si è anche occupato di ripercorrere i passaggi dell'amministrazione pubblica che hanno portato a considerare palazzo Sirena come un edificio non più funzionale e meritevole di essere abbattuto (mentre prima non era così) e l'azione del sindaco, Antonio Luciani, che se da un lato ha mantenuto aperto un dibattito sulla futura destinazione del palazzo, dall'altro, è andato avanti per la sua strada sul progetto della demolizione.

A Federica Rapino, il compito di ricostruire la storia e l'identità dell’edificio e la sua funzione; Piero Ferretti, di Italia Nostra, ha ribadito l'appello lanciato qualche settimana fa a sindaco e soprintendenza ai Beni culturali con il quale il sodalizio ambientalista chiede di porre un vincolo di interesse culturale sull'edificio simbolo della storia e dell'identità della città. Vincolo che potrebbe essere automatico allo scattare dei settanta anni di vita che il palazzo Sirena non ha ancora raggiunto. Poi è stata la volta degli architetti Licursi e Mantini, i quali hanno nuovamente illustrato il loro progetto di recupero, già presentato negli anni scorsi, così come il professor Paolucci, che ha proposto un secondo progetto di riqualificazione. All'incontro hanno partecipato i consiglieri comunali di opposizione Stefano Di Renzo, Livio Sarchese, Alessandro Mantini e Daniele D'Amario, che hanno ribadito, da un lato, la contrarietà all'idea di demolizione; dall'altra, di indire un referendum con cui i cittadini possano dire la loro sul futuro di palazzo Sirena. È intervenuto anche il sindaco Luciani, che ha perorato la bontà della sua scelta e confermato come quell'edificio rappresenti comunque un problema irrisolto della città. «Mi sembra l'ennesimo tentativo di strumentalizzazione», aveva detto Luciani prima di intervenire pubblicamente, «perché determinati gruppi continuano a usare argomenti seri con il solo fine di attirare consenso, senza capire che questa cosa non ha pagato in un’ottica elettorale. È lo stesso gruppo che ha fatto la battaglia dei tigli, lo stesso che direbbe no a qualsiasi idea di innovazione e cambiamento. Hanno mostrato video e foto, tutte riferite e riferibili a una situazione che non esiste più, cioè a prima che fosse costruita la torre». Intanto, domani scade il termine per le manifestazioni di interesse delle imprese ai lavori di demolizione che potrebbero essere programmati entro fine mese, non appena il Consiglio comunale avrà approvato il bilancio.

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