La Notte dello shopping delude: pochi i negozi aperti in centro

La nuova associazione degli esercenti Pescara Next rilancia la polemica contro la manifestazione Replica la Confcommercio: «Non abbiamo dato l’idea di città unita, si è persa una grande occasione»
PESCARA. Tanti hanno scelto di rimanere chiusi, di non aderire alla notte dello Shopping, sabato sera. Ma in centro c’era un bel movimento, pur non essendoci eventi in programma. Olivia Chiarolla, alla guida della nuova associazione di commercianti, “Pescara Next”, sottolinea che non sono rimasti chiusi solo gli aderenti a questa nuova realtà (già saliti da una quindicina a trenta, in pochissimi giorni), ma «il 90 per cento dei negozi» dell’area centrale, qualcuno affiggendo un cartello. «C’è stata una grande adesione» alla protesta contro la Notte dei saldi, bocciata per il modo in cui è stata organizzata e comunicata alla categoria. «Lo abbiamo saputo giovedì per sabato, troppo tardi, e comunque sabato abbiamo lavorato ugualmente, negli orari standard, perché il primo giorno delle svendite è normale che sia così, si incassa. Siamo stanchi delle Notti dei saldi» che quanto meno andrebbero «abbinate a un evento, magari di food, e comunque andrebbero promosse più in là, quando l’inizio dei saldi è lontano. In ogni caso non va bene l’improvvisazione, serve organizzazione. In questo momento si dovrebbe già lavorare alla programmazione per il periodo di Natale. Forse qualcuno dirà che non si può fare per il Covid, invece ritengo che bisogna procedere per poi eventualmente rivalutare il da farsi, a tempo debito».
«Non vogliamo fare polemica con l’assessore Alfredo Cremonese», dice sempre Chiarolla che chiarisce le finalità di “Pescara next”. «Non c’era bisogno di una nuova associazione», spiega, «ma riteniamo che Confcommercio e Confesercenti non siano rappresentative e pensiamo che non abbiano un grande seguito, nè ci piace come dialogano con il Comune. Ci sono anche altre realtà ma la sensazione è che nascano con uno spirito baldanzoso e poi si appiattiscano. Ciò che vogliamo noi è un dialogo diverso, pur senza avere smanie di protagonismo, e speriamo che il Comune ci convochi, se lo riterrà opportuno. Il nostro obiettivo è rafforzare le altre realtà, quelle che già rappresentano il settore, senza scavalcare nessuno e senza fare polemiche sterili. Ciò che chiediamo è la programmazione e d’altronde a Montesilvano e Francavilla la programmazione è stata fatta, nonostante il Covid abbia colpito anche questi territori. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, a dare il nostro aiuto, ad assicurare il nostro sostegno» ma nello stesso tempo «continuiamo la battaglia». Idee per questa estate? «Servirebbe un info point a piazza Salotto per i turisti, ci vorrebbe un bus navetta dall’aeroporto e si potrebbe ritirare fuori un bello spot degli anni scorsi sull’Abruzzo e rilanciarlo a livello nazionale», conclude. Un altro punto di vista è quello di Enzo D’Ottaviantonio (Confcommercio). «Non abbiamo dato l’immagine di città unita, non abbiamo dato una buona immagine. Io credo che non ci fosse da organizzare niente: era una Notte dei saldi, certo un po’ in sordina, promossa senza grandi attrazioni, ma l’attrazione era il saldo. È stata un’apertura serale, e per me vale la pena aprire la sera. Ho lavorato, anche bene, e ne sono felice, pur sapendo che costa fatica. Se avessero aperto tutti, sarebbe stato più attrattivo. In molti, la maggior parte, hanno deciso di non farlo e, secondo me, hanno perso una grande opportunità di guadagno».

