La Omicron diventa dominante

Secondo l’Iss la nuova variante è nel 78,3% dei campioni, Delta nel 21,7%
PESCARA. In Abruzzo la variante Omicron è almeno nel 78,3% dei casi, mentre la Delta nel 21,7%. La stima è quella dell’ultima “flash survey” dell’Istituto superiore di sanità, ma su rilevazioni del 3 gennaio scorso, quando, su 125 casi sequenziati dalle strutture abruzzesi, 90 sono risultate riconducibili a Omicron e 25 a Delta.
Che la nuova contagiossisima variante di origine sudafricana fosse dominante lo si era già capito dall’impennata vertiginosa e da record dei casi a cavallo tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022. Quello che invece non ci si aspettava era la resistenza della Delta, che comunque è ancora ben presente sul territorio. Tanto che gli ultimi sequenziamenti dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo la davano ancora prevalente nei campioni di fine dicembre provenienti dal Teramano e dall’Aquilano.
L’ipotesi al vaglio, quindi, è che mentre la Omicron sta dilagando sul territorio, la Delta sia ancora la causa di una parte importante delle complicazioni del Covid dei pazienti ricoverati in ospedale. Un’ipotesi questa, rilanciata nei giorni scorsi anche da alcuni esperti regionali e nazionali, ma non ancora provata con studi dettagliati, vista la complessità della raccolta dei dati in una situazione così difficile come quella attuale.
Ma che sembra avvalorata anche dalle parole dei giorni scorsi dell’Organizzazione mondiale della sanità, che è tornata a segnalare che «Omicron provoca una malattia meno grave di Delta», pur ribadendo però che «rimane un virus pericoloso, in particolare per coloro che non sono vaccinati».
Ha continuato l’Oms: «L'enorme picco di infezioni nel mondo è guidato dalla variante Omicron, che sta rapidamente sostituendo la variante Delta in quasi tutti i paesi e la scorsa settimana più di 15 milioni di nuovi casi di Covid sono stati segnalati in tutto il mondo, di gran lunga il maggior numero di casi segnalati in una sola settimana».(l.t.)

