La parafarmacia rischia la sospensione

Rischia la sospensione dell’attività, la parafarmacia Farmaternum di via Pepe che ha venduto le mascherine per il viso a prezzi esorbitanti, fino a 49 euro l’una, e una boccetta di gel disinfettante...
Rischia la sospensione dell’attività, la parafarmacia Farmaternum di via Pepe che ha venduto le mascherine per il viso a prezzi esorbitanti, fino a 49 euro l’una, e una boccetta di gel disinfettante a 14 euro, cioè il 500% in più rispetto al prezzo di mercato.
Due sere fa nella struttura sono arrivati i finanzieri del Nucleo di polizia economico e finanziaria, coordinati dal colonnello Luca Lauro, che hanno eseguito dei sequestri e denunciato la titolare della parafarmacia, e sempre mercoledì l’attività ha ricevuto una prima ispezione dei carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità (Nas), poi proseguita nella giornata di ieri.
Gli uomini del Nas, agli ordini del colonnello Domenico Candelli, hanno scoperto così che nel magazzino della parafarmacia di via Pepe erano conservati rifiuti sanitari speciali in modo pericoloso, vicino ad alimenti e medicinali, per cui è stato sollecitato l’intervento del personale della Asl per un provvedimento urgente di sospensione. Il deposito, sempre per i carabinieri del Nas, è stato ritenuto pericoloso anche per la sicurezza dei lavoratori, considerata la presenza dei rifiuti speciali accantonati in maniera non corretta.
La situazione rilevata è stata segnalata dai militari dell’Arma all’Ordine dei farmacisti, per eventuali altri provvedimenti.
La titolare non è stata in grado di dimostrare l’origine e la provenienza della merce, che è finita sotto sequestro: per i finanzieri il materiale potrebbe essere stato acquistata on line in Cina. La responsabile dell’attività è stata denunciata per i reati di ricettazione e manovre speculative su merci (sono previste la reclusione fino a otto anni e multe fino a 25mila euro).
Le mascherine poste in vendita sarebbero state complessivamente 200, secondo quanto ricostruito dalle Fiamme gialle. (f.bu.)
Due sere fa nella struttura sono arrivati i finanzieri del Nucleo di polizia economico e finanziaria, coordinati dal colonnello Luca Lauro, che hanno eseguito dei sequestri e denunciato la titolare della parafarmacia, e sempre mercoledì l’attività ha ricevuto una prima ispezione dei carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità (Nas), poi proseguita nella giornata di ieri.
Gli uomini del Nas, agli ordini del colonnello Domenico Candelli, hanno scoperto così che nel magazzino della parafarmacia di via Pepe erano conservati rifiuti sanitari speciali in modo pericoloso, vicino ad alimenti e medicinali, per cui è stato sollecitato l’intervento del personale della Asl per un provvedimento urgente di sospensione. Il deposito, sempre per i carabinieri del Nas, è stato ritenuto pericoloso anche per la sicurezza dei lavoratori, considerata la presenza dei rifiuti speciali accantonati in maniera non corretta.
La situazione rilevata è stata segnalata dai militari dell’Arma all’Ordine dei farmacisti, per eventuali altri provvedimenti.
La titolare non è stata in grado di dimostrare l’origine e la provenienza della merce, che è finita sotto sequestro: per i finanzieri il materiale potrebbe essere stato acquistata on line in Cina. La responsabile dell’attività è stata denunciata per i reati di ricettazione e manovre speculative su merci (sono previste la reclusione fino a otto anni e multe fino a 25mila euro).
Le mascherine poste in vendita sarebbero state complessivamente 200, secondo quanto ricostruito dalle Fiamme gialle. (f.bu.)

