La parola ai lettori: l’Abruzzo si divide in due fronti opposti

6 Ottobre 2024

PESCARA. Sulla caccia ai cervi l'opinione pubblica abruzzese si divide. Lo dimostra la grande quantità di messaggi pervenuti al Centro, che ha aperto una rubrica dando la parola ai lettori. Che l'abba...

PESCARA. Sulla caccia ai cervi l'opinione pubblica abruzzese si divide. Lo dimostra la grande quantità di messaggi pervenuti al Centro, che ha aperto una rubrica dando la parola ai lettori. Che l'abbattimento selettivo di quasi 500 cervi, deciso dalla Regione, sia un argomento "caldo" lo dimostrano le posizioni diametralmente opposte che abbiamo raccolto e che vi invitiamo a continuare ad inviare scrivendo all'indirizzo di posta del direttore, Luca Telese, l.telese@ilcentro.it e a caporedattore@ilcentro.it.
Fa piacere constatare come, tra le posizioni espresse da detrattori e fautori della delibera - corredate anche da apprezzamenti per la nuova veste grafica e l'impostazione del giornale - spicchi anche quella di una lettrice diciassettenne, che scrive: «Mi chiamo Marta e sono una ragazza di 17 anni: al giorno d’oggi trovo vergognoso e mostruoso che, delle persone più grandi di me e con più esperienza, vogliano uccidere degli animali che all’essere umano non hanno mai fatto del male. Anzi, oserei dire che il mondo è stato reso migliore proprio da loro, gli animali che, in determinate circostanze, sono anche meglio dell’umano. Vorrei tanto parlare con le persone che hanno questo desiderio affamato di morte verso i cervi, vorrei capire cosa provano di così tanto esaltante nell’uccidere una vita innocente, oltretutto a ucciderla a pagamento, perché? L’Abruzzo, poi, sarebbe la regione dove si tutelano gli animali?», chiede Marta, «non mi sembra dato che li avete privati non solo del loro territorio, ma adesso anche della loro vita. Ci sarebbero tanti altri modi per poter contenere lo sviluppo di questa specie».
Da Massa D'Albe arriva una presa di posizione a favore dell'abbattimento selettivo: «Che il Wwf, avesse nella propria strategia la negazione dei problemi, era ed è noto. Nell'articolo pubblicato il 19 settembre sul Centro, si evidenziano tutte le contraddizioni del loro operato. Si fa riferimento a carenze riguardo i censimenti, chiedono l’istituzione di un tavolo tecnico, ma soprattutto dicono che gli agricoltori abruzzesi sono dei "bugiardi", per loro, i danni non "sarebbero certi", i censimenti realizzati non sarebbero attendibili. Nei fatti e nella storia, però, le verità ci sono», dice Vinicio Blasetti, firmatario della nota, «il tavolo tecnico che chiedono c’è stato e, sotto il coordinamento dell’allora presidente della Regione, Giovanni Pace, portò alla scrittura delle Linee guida per il contenimento degli ungulati. Al tavolo parteciparono le associazioni ambientaliste, i parchi, i cacciatori e il documento venne condiviso accettato e sottoscritto da tutti». Blasetti sottolinea, invece, «l’importanza di uno strumento normativo che dia le istruzioni» e polemizza con il Wwf: «Se veramente il Wwf vuole fare un servizio alla collettività, si adoperi per riprendere il documento che avevano partecipato a scrivere e discutere anche nelle commissioni regionali. Il problema però è un altro. Il Wwf e le associazioni alleate hanno altri interessi, che sono opposti alle ragioni delle famiglie degli agricoltori. I danni subiti sono tanti, troppi, sicuramente non sono solo quelli che la Regione accerta: ci sono danni non rendicontabili e danni in prospettiva, ovvero che non siamo più nella condizione di seminare tutte le colture più remunerative».
Per Francesco Zaccagnini «la Regione Abruzzo sta solo applicando e rispettando le leggi nazionali e regionali: quando si crea un numero elevato di selvaggina ci sono le leggi che danno le possibilità degli abbattimenti di tali specie, specialmente quanto si crea un grande pericolo stradale per i notevoli incidenti e per i notevoli danni causati all'agricoltura. Le nostre aziende agricole situate in sette comuni del Pescarese, ogni anno, puntualmente subiscono danni alle colture quantificabili tra i 30mila e i 40mila euro, causati dalla fauna selvatica. È ora di finirla con le bugie degli ambientalisti. Ad oggi, purtroppo, la Regione Abruzzo ancora non riesce a coprire i danni del 1992, che ammontano ad oltre 800mila euro, e a pagare sono sempre gli agricoltori».
Altri interventi arrivano da Gianni Taricani, che si dice «favorevole ad abbattere i cervi» e da Eugenio Agus che scrive: «La mattanza dei cervi è il baratto con la rielezione di Marsilio. Nulla di scientifico, come ha detto l'assessore regionale all'agricoltura, Emanuele Imprudente. No al massacro dei cervi!». «Caro direttore, è amaro constatare che l'Abruzzo forte e gentile non esista più», scrive di Paola Crea, «mi riferisco a chi ha autorizzato a sparare ai cervi, i "Bambi" della favole tanto cari ai bambini. Verrebbe da dire: si rileggano San Francesco con "Il Cantito delle creature". Intanto, grazie per il suo impegno come neo direttore del Centro, anche su questo fronte, e in bocca al lupo per il nuovo incarico».
Infine, Enzo Porreca che ringrazia la direzione «per la nuova veste grafica e, soprattutto, per i contenuti. Leggere il Centro è veramente piacevole. L'abbattimento è un'inutile crudeltà. Marsilio e la sua giunta devono vergognarsi».