La piaga degli abusivi Nei cinque palazzi sono 18

11 Gennaio 2018

Per liberare un appartamento occupato senza titolo talvolta servono anni E i lavori di sistemazione costano in media 15mila euro. Ma l’Ater non ha fondi

PESCARA. Nei cinque palazzi che compongono il complesso di via Rigopiano, all’altezza di via Passo della Portella, la percentuale di appartamenti occupati abusivamente è elevatissima. Su 80 alloggi, 18 sono occupati da persone che non hanno titolo. E, di questi 18, tre hanno la possibilità di beneficiare di una sanatoria ma, per farlo, devono prima saldare la morosità.
Non è facile, per l’Ater, contrastare il fenomeno dell’occupazione abusiva, che è una spina nel fianco. Su 4500 alloggi di cui l’azienda si occupa in provincia, sono 120 le procedure aperte con l’obiettivo di liberare gli appartamenti dove vivono famiglie che non potrebbero né dovrebbero. Ma l’azienda che si occupa delle case popolari, guidata a Pescara da Virgilio Basile, ha le armi spuntate perché dopo ogni occupazione - spiegano dagli uffici - è difficile liberare immediatamente le case per cui viene avviata una doppia procedura, a livello amministrativo e penale, e talvolta sono necessari anni prima di riuscire a riavere quell’alloggio per procedere ad una nuova assegnazione. E le pratiche da sbrigare, lunghe e complicate dalla burocrazia, rappresentano un costo per l’Ater, le cui casse sono spesso a corto di fondi. Per vuotare un appartamento dagli abusivi e sistemarlo servono dai dieci ai quindicimila euro visto che gli alloggi vengono spesso riconsegnati devastati, fanno notare dall’Ater. E gli ultimi alloggi sono stati liberati alla fine del 2017, a conclusione degli sfratti, usando fondi residui. Ora si punta sulla sensibilità della Regione che già in passato ha finanziato e reso possibili queste procedure e ora starebbe lavorando per un nuovo finanziamento, considerato che vanno resi disponibili altri appartamenti da destinare alle famiglie rimaste senza casa dopo lo sgombero di tre palazzi di via Lago di Borgiano a rischio crollo. Fino ad oggi, per fronteggiare questa emergenza, l’Ater ha messo a disposizione 47 appartamenti (usufruendo di 620mila euro del decreto Renzi).
«Per quel che riguarda le occupazioni», dice Basile, «l’ideale sarebbe liberare gli appartamenti, sistemarli e assegnarli subito a chi ha diritto». Invece accade che i locali, una volta vuotati, vengono «murati dall’Ater in attesa che ci sia la disponibilità di fondi per la sistemazione. Ma qualcuno butta giù il muro e occupa di nuovo. Spesso si tratta sempre delle stesse persone». E gli occupanti senza titolo si rendono spesso responsabili anche di allacci, altrettanto abusivi, a servizi intestati ad altri. Un problema nel problema. In quei cinque palazzi di via Rigopiano, poi, si è aperto anche un fronte legato alla sicurezza, dopo l’accoltellamento della settimana scorsa, seguito dall’arresto dei responsabili da parte della polizia. Da quel giorno i controlli sono aumentati, su disposizione del questore Francesco Misiti.
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