La pista ciclabile si allunga Cancellerà 200 posti auto

La protesta dei residenti in Comune non ferma i lavori nel quartiere San Donato Transennata anche l’area intorno alla scuola Iqbal Masich, genitori preoccupati
PESCARA. Proseguono a ritmo spedito i lavori per la realizzazione della pista ciclabile nel cuore dei quartieri difficili di San Donato e Fontanelle, nonostante le rimostranze dei cittadini residenti tra via Aldo Moro e dintorni. Al malcontento degli anziani e delle famiglie con i ragazzi disabili, si somma quello dei genitori dei bimbi che frequentano la scuola primaria "Iqbal Masich" dell'istituto comprensivo 1, in via delle Casette. In attesa dell'incontro programmato mercoledì prossimo con il sindaco Marco Alessandrini, l'impresa ha transennato l'area a ridosso della struttura scolastica, cancellando i parcheggi e paralizzando la viabilità soprattutto durante l'orario di entrata e uscita dalle classi. Inoltre, in base ai calcoli del consigliere comunale di Forza Italia Vincenzo D'Incecco, con l'avanzata del cantiere la popolazione dovrà fare a meno di 200 posti auto compresi tra via Aldo Moro, via Pietro Nenni, via Volta e via delle Casette. Un'area, insomma, ben più ampia di quanto preventivato durante la prima riunione che si è tenuta giovedì pomeriggio a Palazzo di città tra il primo cittadino e una delegazione di residenti. La creazione del "corridoio verde" rientra nel progetto urbanistico che prevede il collegamento ciclo-pedonale tra Sambuceto e Fontanelle, finanziato con 1 milione e 300 mila euro di fondi regionali per incentivare la mobilità sostenibile. Un'ipotesi avallata dalle due amministrazioni comunali di San Giovanni Teatino e Pescara, ma che tuttavia non incontra il favore di una parte consistente delle circa 1.200 famiglie del quartiere che giudicano l'opera «inutile e dannosa» poiché, «una volta costruita, resterebbe inutilizzata e comporterebbe soltanto uno sperpero di risorse pubbliche». «L'urbanizzazione di via Aldo Moro», racconta Primo Ricci, uno dei 2.400 abitanti della zona che si espande tra le 470 case popolari e i 492 appartamenti delle cooperative Aternum, «l'abbiamo pagata noi, con i nostri soldi. Non abbiamo capito perché hanno deciso di costruire una pista ciclabile senza prima informarci».
«La pista ciclabile da sola non serve a nulla», sottolinea Andrea Passante, un altro cittadino, «c'è bisogno di ripristinare i parcheggi cancellati, rispettare la sicurezza dei pedoni e sistemare il parco pubblico in degrado. Insomma, i lavori devono portare a una vera riqualificazione dell'area».
I lavori lungo il tracciato sono iniziati a metà febbraio. Al momento, è stato completato un tratto in via Volta e gli appena 500 metri in via Aldo Moro. Il 27 febbraio scorso, in consiglio comunale i consiglieri comunali di centrodestra, guidati da D'Incecco, avevano presentato un ordine del giorno in cui si invitava sindaco e giunta a sospendere momentaneamente i lavori «per ascoltare una delegazione dei cittadini e mettere in atto tutte le iniziative possibili per modificare le contraddizioni del progetto e recuperare, con altre iniziative, i parcheggi eliminati dalla pista ciclabile».
«Senza neanche approfondire la problematica», rimarca D'Incecco, «o tentare un minimo di dibattito, la maggioranza Pd con i 3 consiglieri del Movimento 5 stelle hanno bocciato la proposta. E in queste ore il cantiere, che intanto continua ad avanzare in via delle Casette spazzando via i parcheggi, sta vivendo alcune delle sue giornate peggiori».
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