La polizia ai pescaresi: attenti, vi rubano i dati

False mail intestate all’Organizzazione mondiale della sanità
PESCARA. La Polpost lancia l’allarme: attenti alle false mail con mittente Oms (Organizzazione mondiale della sanità) che consigliano l’utente di aprire i documenti allegati per scoprire l’elenco delle «precauzioni da adottare per contrastare l’infezione da coronavirus».
Gli spam, a firma di una fantomatica Penelope Marchetti, stanno invadendo la rete a velocità incontrollabile. I funzionari della polizia postale, di concerto col Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), che hanno ricevuto diverse segnalazioni sulla nuova truffa informatica che sfrutta la paura e il panico da Covid 19, stanno operando una serie di controlli incrociati a livello internazionale.
Dopo il caso di Roccaspinalveti, nell’alto Vastese, dove i carabinieri hanno lanciato l’allarme su finti operatori sanitari che entravano nelle case con la scusa di effettuare tamponi faringei per impossessarsi di preziosi e denaro, da Pescara il dirigente del compartimento della polizia postale, Elisabetta Narciso, mette in guardia sul nuovo phishing che sta invadendo i sistemi informatici: «Al momento non ci sono state denunce», informa Narciso, «ma tante segnalazioni, sulle quali siamo intervenuti tempestivamente. Questa Penelope Marchetti spaccia una appartenenza all’Oms, Organizzazione mondiale della Sanità per inviare a ignari destinatari allegati nelle quali vi sarebbero indicazioni necessarie per difendersi dall’infezione».
«Gentile signore, a causa del fatto che nella sua zona sono documentati casi di coronavirus, le abbiamo preparato un documento che comprende l'elenco di tutte le precauzioni necessarie contro l'infezione. Le consigliamo vivamente di leggere il contenuto del documento allegato a questo messaggio», per saperne di più. Questo, più o meno, il testo della mail a cui bisogna fare attenzione e che è meglio cestinare per evitare ingressi indesiderati nei propri dati personali e credenziali bancarie, piuttosto che lasciarsi andare alla curiosità di capire come andrà a finire. «Ragionare prima di aprire l’allegato», avverte l’ispettore Alessandro Clementi, responsabile del nucleo operativo sicurezza cibernetica del compartimento Polpost delle comunicazione Abruzzo, «non farsi prendere dall’emotività: le notizie sul coronavirus si trovano ovunque sul web», è sufficiente consultare le fonti ufficiali, i siti ministeriali e istituzionali, «quindi è necessario prestare la massima attenzione prima di aprire l’allegato e porsi il dubbio: perché mi hanno mandato questo documento? Perché la banca mi chiede di entrare nel conto online? Bisogna essere lucidi e razionali, non bisogna farsi condizionare da una richiesta che ha il solo obiettivo di entrare nel conto per acquisire i dati personali. È ovvio che la persona che si firma non esiste, questi sono messaggi che vengono inviati violando le caselle di posta di soggetti ignari. Sono mail che sfruttano la bassa attenzione dell’utente in un momento in cui si è vulnerabili, stratagemmi psicologici che sfruttano il momento di fobia collettiva».
Allora, che fare se la mail arriva e sbadatamente o consciamente si apre l’allegato?
Clementi: «Se si clicca l’allegato viene veicolato un malware», che aggredisce il sistema informatico, «purtroppo l’utente non si accorge subito di qualche malfunzionamento», salvo, col passare del tempo, constatare che il sistema è stato attaccato e violato. Quindi, prosegue l’ispettore, «consigliamo una verifica del terminale su cui è stata aperta la mail, controllare se ci sono malware, cambiare password e account, sperando che l’operazione di accaparramento delle credenziali non sia stata veloce. Quindi, riazzerare e bonificare il computer». Operazioni simili avvengono continuamente senza confini geografici, a inizio febbraio sono stati maggiormente attaccati Giappone, Ucraina e Italia.
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