«La priorità? Rilanciare il turismo»

Gli operatori: servono bus navetta, parcheggi e polo di attrazioni
PESCARA. Si può fare molto per rilanciare il turismo a Pescara, per puntare sulla riviera e sulle attività balneari. Ne sono sicuri i gestori degli stabilimenti della città che chiedono al prossimo sindaco e alla futura amministrazione un impegno in questo senso. «È importante che il Comune metta il turismo al primo posto, sopra a tutto», dice Pierluigi Tucci (dallo stabilimento Il Moro). «L’Abruzzo offre molto ed è una pazzia non saperlo sfruttare. I turisti che conoscono questa regione non la abbandonano, per cui bisogna fare in modo che arrivino qui almeno una prima volta». E vanno sfruttati alcuni fattori positivi come «la presenza della montagna, la vicinanza a Roma e l’aeroporto in città».
Per Tucci si potrebbe pensare di «realizzare un hotel nella zona dell’ex Enaip con dei parcheggi interrati sotto». Un progetto del genere «porterebbe economia e si creerebbero posti di lavoro», suggerisce.
«Serve una svolta», aggiunge Stefano Cardelli (da Nettuno). «Bene i concerti ma non bastano. Bisogna creare delle attrattive turistiche, ad esempio passando per l’area dell’ex Cofa che va valorizzata. In quel punto va creato qualcosa che porti gente a Pescara, un polo di attrazione dal punto di vista turistico. E lo stesso vale per l’area di risulta, ferma restando la necessità di parcheggi. Ma credo anche che in vista della prossima stagione debbano essere gli operatori a proporre delle idee valide», conclude Cardelli.
Per Fabio Tiberi (Lido) vanno «programmati eventi che coinvolgano un gran numero di turisti» e il punto nevralgico della città dovrebbe essere «lo stadio del mare», all’altezza della Nave di Cascella. «Storicamente era tutto concentrato qui». Basti ricordare, ad esempio, «i concerti, le Frecce Tricolori, i grandi eventi, che si svolgevano qui e non si sono più ripetuti». Più in generale l’azione dell’amministrazione dovrebbe puntare a «rivalutare il centro», fermo restando che tutti i servizi devono essere «efficienti, per avere un buon accesso di turisti».
Alessio Terra, che parla dalla Croce del sud, sogna «la riviera di una volta». Non c’è più, dice sconfortato, «è morta. Un tempo venivano qui da San Benedetto a ballare, adesso è il contrario. Si ferma tutto alla Nave di Cascella e l’estate è molto diverso rispetto a molti anni fa, quando tutti i locali facevano musica. Il Comune, quindi, dovrebbe pensare a una forma di collaborazione con i balneatori e organizzare quante più manifestazioni possibili. Da parte nostra potremmo accollarci delle spese, ad esempio per la cura del verde e per la promozione di eventi, in cambio della possibilità di occupare il suolo pubblico, per fare un esempio. E si potrebbero attivare dei bus navetta da Francavilla e Montesilvano, che passino ogni dieci minuti, per accompagnare i bagnanti in spiaggia». Pensa alle azioni per un turismo più numeroso anche Andrea Lancia (dallo stabilimento Mila). «Credo che si possa puntare sul riconoscimento delle bandiera blu, già da quest’anno: abbiamo le carte in regola per farlo». Non bisogna abbassare la guardia sull’inquinamento, per mantenere «le acque di balneazione a norma. E poi vanno creati i parcheggi sulla riviera, sia a nord sia a sud. Si potrebbe pensare, per un progetto sui silos, al contributo degli imprenditori del turismo, come è avvenuto in altre città. Ultimo punto: la difesa della costa, con nuove scogliere e la manutenzione di quelle esistenti. Se ci si pensa bene, sono tutte cose collegate tra loro», conclude Lancia.

