La promessa dei candidati: «Giro di vite sulle antenne»

Incontro in Comune con i rappresentanti dei comitati, assenti Masci e Teodoro Siglato un documento che impegna i futuri sindaci a combattere l’elettrosmog
PESCARA. I candidati sindaci sono pronti a combattere l’inquinamento elettromagnetico causato dalle antenne. Una volta eletti si metteranno subito al lavoro per fissare nuove regole per l’installazione degli impianti. L’impegno è stato preso ieri mattina, durante l’incontro con i rappresentanti di quattro comitati cittadini schierati da anni nella lotta contro l’elettrosmog.
All’incontro in Comune erano stati invitati gli otto candidati, ma erano presenti in sei: Marinella Sclocco, Carlo Costantini, Mirko Iacomelli, Gianluca Baldini, Erika Alessandrini. A loro si è poi aggiunto Stefano Civitarese. Assenti, invece, Carlo Masci e Gianni Teodoro. I candidati presenti hanno firmato tutti un documento, presentato dai comitati, con cui si impegnano, una volta eletti alla carica di sindaco, «a portare all’attenzione del consiglio comunale una mozione volta ad iniziare il percorso in sinergia con i comitati e le associazioni del territorio che porti alla redazione di un regolamento comunale e all’adozione di un piano stazione radio base sottoponendo gli impianti a valutazione ambientale strategica, come previsto dal decreto legislativo 152/2006 e alla valutazione di tutti i rischi derivanti dall’introduzione della tecnologia 5G».
I COMITATI. Ieri, alla riunione, erano rappresentati i comitati «No antenne Pescara», «No elettrosmog», «Più salute meno antenne», «Stop 5G Abruzzo». Erano presenti circa venti persone, tra cui due donne con problemi causati dall’elettrosensibilità. «Nelle settimane scorse», ha spiegato Tonia Di Giovacchino a nome dei cittadini presenti, «avevamo mandato materiale informativo sui risvolti negativi della tecnologia 5G in relazione alla salute pubblica e alcuni candidati hanno accettato il confronto per essere informati in merito». «Noi siamo a conoscenza», ha affermato, «di numerose criticità riscontrate a causa dell’installazione degli impianti di telefonia mobile». Da qui l’elenco delle conseguenze: «Un esoso e indebito esborso di denaro per spese giudiziarie da parte dei cittadini; il rischio per la salute a causa dell’esposizione alle onde elettromagnetiche; un estenuante confronto dialettico con il Comune». Ora la preoccupazione dei comitati si concentra sul 5G, ossia sul futuro sistema di trasferimento dati ad altissima velocità, per cui chiedono una moratoria ad un’eventuale sperimentazione almeno fino a quando non si conosceranno gli effetti sulla salute umana.
I CANDIDATI. La prima a parlare, dopo le dichiarazioni dei comitati, è stata Marinella Sclocco (centrosinistra). «Dobbiamo innanzitutto», ha detto, «fare un lavoro di condivisione con i comitati di un nuovo piano per le antenne e poi avere una mappatura degli impianti e conoscere le loro emissioni. Io farò tutto quello che è consentito dalla legge».
Poi è stata la volta di Carlo Costantini (liste civiche). «Spesso il silenzio e l’inerzia delle amministrazioni comunali non è senza conseguenze», ha osservato, «alcune compagnie telefoniche giocano proprio su questo. Dobbiamo creare uno strumento di regolazione ispirato alla tutela della salute dei cittadini. Nel nostro programma è già previsto. Se verrò eletto, il giorno dopo questo diventerà il mio programma amministrativo».
Per Mirko Iacomelli (CasaPound), «quello che può fare il Comune è controllare e procedere con un regolamento che imponga una valutazione di impatto ambientale per installare nuovi impianti». Gianluca Baldini (Riconquistare l’Italia), invece, si è impegnato «ad adottare misure per cercare di contrastare la nuova tecnologia del 5G» almeno fino a quando non ci sarà la certezza che non è dannoso per la salute.
Erika Alessandrini (M5S) ha tenuto a precisare che la lotta contro l’elettrosmog è al primo punto del suo programma elettorale. «Con me sfondate una porta aperta», ha precisato, «la legge prevede che, in nome del principio di precauzione vengano previsti dei limiti alle emissioni elettromagnetiche da non superare in luoghi abitati e intensamente frequentati. Il continuo sviluppo delle reti di telefonia mobile e l’imminente implementazione della tecnologia 5G impone la revisione del regolamento per l’installazione radio base sul territorio comunale al fine di adattarlo alle nuove condizioni». «A tal fine», ha aggiunto, «verrà richiesta all’Arta una nuova campagna di monitoraggio e caratterizzazione su tutto il territorio comunale in modo da verificare la presenza di aree particolarmente esposte a rischio di inquinamento elettromagnetico». «Ogni decisione», ha assicurato, «verrà condivisa con la cittadinanza, la partecipazione è un dogma per i 5 Stelle».
Stefano Civitarese (Coalizione civica), infine, ha ricordato l’importanza di informare la cittadinanza e «ogni notizia deve stare sul sito del Comune». «Per quanto riguarda il 5G», ha sottolineato, «c’è il precedente del Comune di Firenze che è riuscito a far valere il principio della moratoria, fino a quando non si conosceranno i veri effetti della nuova tecnologia sulla salute umana. Occorre dare più potere agli enti locali su questa materia».
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