La protesta dei medici di base: trattati da ragionieri di sanità

Nel mirino le procedure per gli incontinenti: «Scredita noi e vessa i pazienti cronici» La direzione generale: «La circolare è della Regione, ma stiamo cercando una soluzione»
PESCARA. Dopo la malattia, gli accertamenti clinici, le visite specialistiche, altri esami con attese di mesi, le certificazioni, le code agli sportelli, la compilazione di moduli su moduli, “finalmente” si attesta – con tanto di dati inseriti nel sistema informatico della Asl – che il paziente è affetto da una patologia cronica grave, ovvero una di quelle da gestire, ma da cui non si torna indietro, complice spesso l’età che avanza.
Ma non basta, la burocrazia non è sazia, vuole ancora certificazioni, le vuole ogni anno, ogni anno va riaffrontato il girone infernale sopra descritto. I medici di base non vogliono più essere complici di «queste torture ai danni dei cittadini più fragili», i loro pazienti. E si rifiutano di derogare dalla loro professione e missione di cura per ridursi a fare « i ragionieri della sanità». Così si sono definiti i medici di assistenza primaria e di base, quelli che in genere si chiamano “di famiglia”, della Asl di Pescara aderenti alle sigle Fimmg, Snami e Smie che ieri si sono ritrovati sotto al vecchio ospedale sede della Direzione generale dell’Azienda sanitaria per protestare e mettere un punto a una situazione «che tende a degenerare».
A colmare la misura l’applicazione di una circolare della Regione Abruzzo diramata lo scorso 5 maggio e applicata solo dalla Asl pescarese, che obbliga gli assistiti affetti da incontinenza urinaria a rinnovare annualmente l'autorizzazione per usufruire della fornitura di pannolini e traverse, con l’utilizzo di nuovi modelli e nuove procedure. Interessati al provvedimento circa 2500 persone (e i loro familiari), tra anziani, malati di Alzheimer, con postumi di Ictus, insufficienza renale, problemi cardiaci e altro ancora. Nonostante l’attestazione del medico sulla loro condizione di salute e dunque il diritto ad avere gratuitamente la fornitura di pannoloni, stabilita dal dottore supportato dal parere certificato di specialisti, questi cittadini si ritrovano a dover compilare un nuovo questionario allegato al modulo di richiesta e da consegnare all’impiegato allo sportello, in cui si chiede loro di rispondere a domande tipo: Quanta urina perde per ogni singolo episodio di perdita? mettendo una crocetta sulle seguenti opzioni: “Non perdo urina. Perdo piccole quantità di urina. Perdo modeste quantità di urina. Perdo abbondanti quantità di urina”. Senza entrare in discorsi di privacy e dignità, ma non è stato già tutto certificato dall’urologo regolarmente stipendiato dalla Servizio sanitario nazionale?
«Noi siamo stanchi di avere tutti i giorni atti burocratici cui adempiere per i diritti dei nostri assistiti, e soprattutto degli assistiti più fragili», dichiara Nicola Grimaldi, segretario provinciale dello Snami. «La direttiva di maggio applicata a fronte di una determina della Regione Abruzzo è solo l’ultima inaccettabile pastoia burocratica. Così accade che il cittadino quotidianamente si vede rifiutare quello che è un suo diritto, visto che le richieste, non corredate da ulteriori modelli, vengono poi rifiutate. Noi ora siamo stanchi di queste continue vessazioni da parte della Asl. Siamo venuti più volte a parlare in Direzione generale, ma non c’è stato nulla da fare per arrivare a un accordo che andrebbe in aiuto dei cittadini e delle persone malate che hanno bisogno».
«Chiediamo meno burocrazia e su questo versante siamo d'accordo come sigle sindacali a portare avanti le richieste alla Direzione generale della Asl», sottolinea il segretario provinciale del Fimmg Guido Cerolini Forlini. «La determina del maggio scorso comporta di nuovo un aggravio burocratico per noi, ma soprattutto per i pazienti, in termini di file e di spostamenti e si tratta spesso per anziani ex invalidi. E vogliamo risposte anche perché i colleghi delle altre province e Asl hanno ottenuto quello che volevano. Noi vogliamo che si torni a come era prima e cioè dare la possibilità di prorogare l’accesso alla fornitura di pannolini senza dover autocertificare, come prevede la determina regionale, modalità e frequenza di una propria incontinenza, cosa che riteniamo veramente assurda».
Di nuovo la Direzione generale, rappresentata dal direttore sanitario della Asl di Pescara Valterio Fortunato, ha incontrato i medici ieri: «Voglio ricordarvi», ha detto, «che l’interlocutore della vostra protesta è la Regione, che ha prodotto la determina dirigenziale per l’ulteriore autocertificazione». Circolare che però applica solo la Asl di Pescara, gli è stato fatto notare. «Forse perché la rete territoriale di specialisti da noi è più carente, e non da ora», la risposta. «Comunque noi siamo consci del problema e intendiamo trovare una soluzione per andare incontro prima di tutto ai malati, e ovviamente a voi. Stiamo valutando delle soluzioni e da qui a una settimana potremo incontrarci di nuovo per sottoporvele».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

