La protesta per il Marconi: «Facciamo lezioni da casa»

Genitori e ragazzi contestano i turni pomeridiani: non ci sono autobus disponibili Il presidente Zaffiri: «Tua mette a disposizione mezzi aggiuntivi per i pendolari»
PESCARA. E mentre gli altri erano a scuola, ieri mattina gli studenti del liceo Marconi erano in strada a protestare, con mamma e papà al loro fianco.
I manifestanti (un centinaio), si sono radunati alle 8 davanti la loro ex scuola, in via Marino da Caramanico, poi in piazza Italia, sotto la sede della Provincia. Hanno contestato l'orario pomeridiano delle lezioni, annunciato uno «sciopero ad oltranza» e chiesto un confronto con Antonio Zaffiri, che avverrà stamani alle 9 davanti all’ex Marconi. Il presidente della Provincia ieri sera ha anticipato al Centro le risposte che oggi darà agli studenti in lotta.
Intanto ieri una delegazione di studenti e genitori, composta da Vittoria D’Antonio del comitato Liberta è partecipazione; Francesca Cantagallo della Libera associazione studentesca; Michela Carta, una mamma; Leila Kechoud, docente e insegnate del Marconi, Federico Proterra della Consulta provinciale e altri genitori, è stata ricevuta dal sindaco Carlo Masci, che ha interrotto il consiglio comunale, e assicurato che si farà portavoce con la neo preside del Marconi, Giovanna Ferrante, per trovare insieme una soluzione alle scuole spezzatino.
Tanti striscioni e un megafono. E con la forza della loro verità il gruppone di studenti senza scuola (in rappresentanza di oltre 400, tranne una studentessa del Pescarese, unica presenza ieri pomeriggio alla Di Marzio) hanno bocciato gli orari pomeridiani con lezioni dalle 14 alle 19 «perché non abbiamo i mezzi di trasporto per tornare a casa».
Ed ecco la risposta di Zaffiri: «I bus dedicati che arrivano prima delle 14 e ripartono dopo le 19, ci sono. Li ha messi a disposizione la Tua con gli orari coincidenti per tutte le destinazioni richieste». E precisa: «Conosciamo più o meno il numero degli studenti interessati alle corse verso i paesi della provincia, ma non possiamo sapere quanti saliranno a bordo o sceglieranno di arrivare a scuola in motorino o con mezzi personali». Però è certo, assicura Zaffiri, che «le fermate dei bus dedicati sono state adattate nelle adiacenze delle scuole che gli studenti del Marconi andranno a frequentare, De Cecco e Di Marzio. Chi andrà all’ex Fater ha la fermata vicino al Volta, in viale Marconi chi andrà all’Accademia e i ragazzi del Manthonè prendono già il bus sulla Tiburtina».
I manifestanti, attraverso i loro portavoce, hanno mostrato di non indietreggiare sulla volontà di «non andare a scuola ad oltranza» e anticipato l’intenzione di voler tornare a fare «didattica a distanza fino a quando non saranno ultimati» i lavori di ristrutturazione di 2 delle 5 sedi nelle quali sono stati dirottati 1.600, tra studenti, docenti e Ata dell’istituto di via Marino da Caramanico che sarà demolito e ricostruito.
Sulla dad (didattica a distanza) il presidente è tranchant: «Non decido io». Quanto ai lavori di ristrutturazione degli immobili destinati alle nuove sedi, il presidente chiarisce: «Abbiamo chiesto un mese di sacrifici, ma saranno anche meno. Tra domani e dopodomani (oggi e domani) sarà pronta la sede dell’Accademia dove manca una scala antincendio. Mentre ci vorrà qualche settimana per terminare gli adeguamenti all’ex Fater che ci ha messo a disposizione Aristide De Cecco, che ringrazio. Si poteva tutto prima? Si, avevamo scelto Paolo VI e Domus Mariae, ma le polemiche ci hanno rallentato». Per il capogruppo della Lega, Vincenzo D’Incecco, « è una situazione incresciosa ma in via di soluzione perché la Regione ha stanziato 600mila euro per permettere alla Provincia di fronteggiare le procedure e ha promesso un’accelerazione dei lavori». Il segretario di Articolo Uno, Francesco D’Agresta, ha bocciato la soluzione spezzatino mentre per l’Usb pubblico impiego «l’anno scolastico inizia con un attacco al diritto allo studio». (c.co.)

