«La Provincia non ha i fondi»
Di Marco: senza risorse per affrontare le emergenze
PESCARA. «La tragedia di Rigopiano è una parentesi tristissima per la provincia di Pescara, un epilogo anticipato due anni fa dal crollo del solaio dell’istituto alberghiero, quando intervenne anche l’ex ministro Gelmini ma poi non ci fu alcun seguito. La mia solidarietà è totale per le 29 vittime. La slavina non era evitabile, ma sono convinto che se non cambieranno le cose presto ci saranno altri disastri». Così Antonio Di Marco, presidente della Provincia di Pescara, risponde alle critiche che lo hanno investito dopo la valanga che ha travolto l’hotel di Farindola e rivolge un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E Di Marco afferma che la Provincia non ha i fondi per l’emergenza. «Ho raccolto il grido di allarme dei sindaci», precisa durante l’incontro di due giorni fa con il presidente dell’Upi Achille Variati e gli altri presidenti delle Province dell’Italia centrale, «quella mattina del 18 gennaio ero in prefettura con tutte le scosse di terremoto che facevano traballare i rappresentanti delle istituzioni presenti. In quella circostanza, in modo netto e coraggioso, ho chiesto alle 10 l’intervento dell’Esercito. A mezzogiorno poi ho deciso di invocare l’aiuto al presidente del consiglio dei ministri Paolo Gentiloni e, di seguito, di tutta la catena successiva: dalla Protezione civile nazionale alla prefettura e ai vigili del fuoco». «Eravamo sotto attacco», aggiunge Di Marco, «a causa di una perturbazione multipla. Lasciare a noi la gestione di responsabilità abnormi, con soli 250 mila euro in cassa, è impossibile. Andiamo avanti con la convinzione di aver fatto il lavoro migliore possibile». (y.g.)

