«La Provincia paghi le imprese»

D’Ambrosio nelle vesti di dirigente socialista attacca: fuori dal Patto di stabilità
PESCARA. Messo alla porta dal Pd di Luciano D’Alfonso, l’ex parlammentare e sindaco di Pianella, Giorgio D'Ambrosio, si rituffa a pieno titolo nella scena politica pescarese nelle vesti di dirigente del Psi (ieri l’inaugurazione di una sede del partito sulla Tiburtina).
Nella sua prima giornata ufficiale da dirigente politico del Garofano, D’Ambrosio ha subito attaccato la gestione finanziaria della Provincia di Pescara e in particolare il presidente, Antonio Di Marco, uno degli uomini più vicini al governatore. «Prendiamo atto» dice D’Ambrosio, «dell'allarme lanciato nei giorni scorsi della situazione finanziaria completamente in stallo in cui versa l'ente. Ma, amministrare significa fare scelte coraggiose, non limitarsi ad attendere soluzioni che piovono dall'alto. Per questo chiediamo al presidente Di Marco di accantonare il rispetto del Patto di stabilità e di utilizzare i fondi che ha in cassa, 30 milioni di euro, per cominciare a pagare le imprese che hanno lavorato e che, da quasi 2 anni, attendono di vedersi corrispondere il dovuto, rischiando, in caso contrario, la chiusura e la perdita di posti di lavoro».
In pratica, D’Ambrosio chiede a Di Marco di fare quello che il suo collega presidente Mario Pupillo sta già facendo alla Provincia di Chieti. D’Amborsio parla di «decisione drastica, ma sicuramente opportuna», dopo il vertice che Di Marco ha convocato con i parlamentari abruzzesi al capezzale di una Provincia agonizzante, lamentando il blocco della spesa, quindi del bilancio, che si traduce in un blocco degli investimenti, dunque niente lavori nelle scuole, sul territorio, sulle strade.
«Peccato che il presidente», incalza D’Ambrosio, «si sia dimenticato di citare anche il mondo dell'impresa che, a mio giudizio, andava doverosamente invitato a quel tavolo, per permettere anche un confronto tra i parlamentari e i rappresentanti della categoria».
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