La Provincia vende auto, furgoni e turbina
Non ha i fondi per aggiustarli e li mette all’asta, in un lotto unico. Il prezzo base è di novemila euro, scadenza il 16 aprile
PESCARA. Dopo aver messo in vendita terreni e immobili la Provincia di Pescara cede anche macchine, furgoni e perfino una turbina. Tutti mezzi ridotti piuttosto male, «non più funzionali al servizio dell’ente», come scrive Carlo Pirozzolo, segretario generale e dirigente del settore che si occupa dell’autoparco, nella determina che dà il via alla procedura.
Vendendo all’asta questi mezzi, otto in tutto, la Provincia intende ridurre «i costi di gestione» del settore. Ma di certo non spera di incassare granché visto che il valore complessivo a base d’asta è di appena 9.000 euro. Nel dettaglio il lotto è composto da un Piaggio Liberty «fermo», due Panda Young con «problemi meccanici», una Fiat Panda 4x4 anch’essa con «problemi meccanici», una turbina con «problemi meccanici», due Fiat Iveco «da rimettere in uso» e una turbina 213 Fresia con «problemi meccanici». Sono stati immatricolati molti anni fa: il più vecchio è il Fiat Ducato, messo in strada nel 1984, seguito dagli Iveco e dalla Panda 4x4, in circolazione dal 1989, mentre la turbina risale al 1990, le due Young sono del 2002 e il Liberty del 1997. Il valore dei singoli pezzi va da 500 euro (il Piaggio) ad un massimo di 2500 euro (uno degli Iveco) e per le Panda la quotazione va da 600 a 800 euro. La Turbina vale mille euro.
All’asta potranno partecipare tutti coloro a cui non è vitato di concludere contratti con la pubblica amministrazione e che siano in possesso dei requisiti previsti dalla legge e gli interessati dovranno presentare la domanda di partecipazione, l’offerta economica, specificando il prezzo offerto che deve essere superiore al prezzo a base d’asta, e la dichiarazione di presa visione degli automezzi e degli autoveicoli. Per partecipare c’è tempo fino al 16 aprile e oggi è il primo giorno utile per vedere di persona i pezzi in vendita mentre le altre date fissate da Pirozzolo sono il 5 e l’11 aprile (solo in alcune ore della mattina e contattando il personale dell’ente), come specifica l’avviso pubblico da legge e scaricare on line (sulla home page del sito della Provincia di Pescara).
Le offerte, da proporre unicamente per il lotto unico e non per singoli pezzi, andranno presentate in aumento rispetto al prezzo d’asta e l’aggiudicazione avverrà in favore di chi presenterà l’offerta più alta. Tutte le spese saranno a carico dell’acquirente, comprese quelle per l’eliminazione dai veicoli di eventuali loghi e stemmi dell’amministrazione provinciale e il pagamento dovrà avvenire entro 15 giorni dall’aggiudicazione (cioè dalla determina del dirigente).
La vendita risulterà andata a buon fine anche se in Provincia arriverà una sola proposta ritenuta valida e il ritiro dei mezzi potrà avvenire dopo il versamento della somma e la conclusione di tutte le pratiche amministrative. Per la Provincia, spiega Pirozzolo, sarebbe «antieconomico» riparare questi mezzi e per questo si è deciso di metterli in vendita. Nelle condizioni in cui sono «non possono essere usati dall’ente» e fanno pensare molto a dei «rottami», ammette il segretario generale. La turbina, ad esempio, è «buttata in un capannone da sette anni e rappresenta solo un fastidio». L’asta promossa nei giorni scorsi è un primo tentativo di disfarsi di auto, furgoni e altro ancora, per liberare garage e capannoni. Ma non è detto che vada a buon fine. Se dovesse andare deserta potrebbero essere seguite «altre strade». Prima di individuarle Pirozzolo attende di vedere cosa accadrà alla scadenza dell’avviso.
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