«La punizione è eccessiva»

5 Ottobre 2022

Di Totto, writer di Lanciano da 30 anni: uno sbaglio, non un attentato

PESCARA. «Daniele e Gianluca sono due bravi ragazzi, li conosco e non volevano fare niente di male. Hanno sbagliato, per carità, ma non hanno ucciso nessuno. Quella scritta “Tas” su un vagone non è un attentato». Lo afferma Nicola Di Totto, 45 anni, writer di Lanciano dal 1992. Di Totto dipinge sui muri soltanto con il permesso e ha trasformato la passione nel suo lavoro: ha appena portato a termine un progetto, chiamato Talking Walls, in cui ha abbinato la forza dirompente della bomboletta spray alla riscoperta dell’identità cittadina. Così, su un muro di una scuola superiore è comparso un murales dedicato alla rivolta delle tabacchine del 1968 quando, all’Azienda tabacchi italiani di Lanciano, scoppiò una protesta a fronte di una raffica di licenziamenti.
La scritta “Tas” che è costata l’arresto dei 4 writer in India, «significa davvero tagliatelle alla salsa: è il nome della crew», dice Di Totto, che in gergo si fa chiamare “2neko”, «in Italia si gioca tanto sull’abbinamento ai cibi perché sono riconoscibili nel mondo. Per esempio, a Pescara c’è una crew che si chiama Cozz’e vongole, a Napoli c’è Pizza e mandolino». Di Totto commenta così l’arresto dei 4 writer: «La foto diffusa ai media è un eccesso. Se avessero voluto fare davvero uno sfregio avrebbero sporcato i vetri, invece è stata una bravata con danni limitati. Imbrattare i muri senza senso non è giusto ma bisogna anche ricordare che questa forma d’arte nasce dalla protesta e c’è chi la esercita secondo lo stile undergroud e chi la canalizza in un lavoro. È un po’ come il calcio», osserva Di Totto, «di base il calcio non è uno sport violento ma ci sono alcune persone che si picchiano e ne danneggiano l’immagine, così è anche per il writing: alcuni sporcano, tanti altri fanno le opere d’arte. L’esperienza ti porta a scegliere e a non fare più certi errori». (p.l.)