La raccomandata rispedita a casa

3 Febbraio 2017

Negli atti del processo il consigliere che si dimette perché non hanno preso la moglie

PESCARA. C’è anche un riferimento alle assunzioni, negli atti del processo agli amministratori di Farindola conclusosi con l’assoluzione piena per tutti lo scorso novembre. Assunzioni su cui nel corso degli anni sono stati sentiti, oltre agli amministratori coinvolti, anche alcuni dei dipendenti del resort riconducibili per parentela agli amministratori locali ai tempi della riapertura dell’albergo, nel 2008.

È sempre l’ex sindaco De Vico che ammettendo una sola raccomandazione «tentata», nei confronti di una laureata in Lingue («a Farindola ce ne sono poche») e moglie di un consigliere comunale, che aveva già lavorato con il Comune di Farindola e a Montesilvano racconta: «È capitata nelle grinfie della Mariolina, rigidissima, ed è stata rinviata al mittente. Una ne ho raccomandata e me l’ha rimandata a casa».

Provocando oltre alle proteste e alle dimissioni del marito, consigliere comunale, anche l’abbandono di tutta la famiglia dallo studio medico di De Vico, come riferisce lui stesso in aula.

«Mariolina inavvicinabile, terribile», ripete l’ex sindaco che ne spiega anche il ruolo, direttrice per conto della società romana che gestiva il centro benessere dell’albergo («una cosa sbalorditiva, un centro benessere... già l’albergo che riapriva era una notizia»).

La stessa persona che ricorre nelle altre testimonianze, insieme al nome dell’allora direttore d’albergo Franco Di Nardo, il direttore di allora dell’albergo. «Lui si occupava dei colloqui e delle assunzioni. Se non voleva, ti mandava pure fuori. Ci metteva poco. Se non gli piacevi come lavoravi era lui che si occupava sia di tenerti che di levarti» racconta una cameriera che si presentò lì dopo aver lavorato all’hotel Vestina. E ancora un’altra, moglie di uno degli imputati: «Ho fatto un colloquio con la signora Mariolina, che era la dirigente del centro spa». E alla domanda su com’era andata presso quel centro benessere risponde: «Mi sono trovata in un negozio e si parlava di questa opportunità di lavoro. Farindola è un paese piccolino, avevo bisogno di lavorare, ho due figli e quindi sono andata direttamente, perché si parlava di questa persona molto brava, Mariolina, che faceva questi colloqui. Se eri idonea, se piacevi, ti prendeva. Altrimenti... ci ho provato. Sono andata su, ho parlato con lei e le sono piaciuta. Non lo so. A mio marito non ho chiesto niente, potevo gestirmela da sola la cosa, non era così importante chiedere a lui». Così 30, 40 assunti. «Di ogni colore politico», rimarca De Vico. «Prevalentemente di Farindola, come era logico che fosse, per ovvia convenienza di distanza, Farindola dista 10 chilometri». ©RIPRODUZIONE RISERVATA