La Regione discute il futuro dell’ospedale San Massimo
PENNE. Il futuro dell'ospedale di Penne sarà discusso oggi, alle 15, in un consiglio regionale straordinario. La seduta a Palazzo dell’Emiciclo arriva proprio dopo l’incontro avuto giorni fa dalla...
PENNE. Il futuro dell'ospedale di Penne sarà discusso oggi, alle 15, in un consiglio regionale straordinario.
La seduta a Palazzo dell’Emiciclo arriva proprio dopo l’incontro avuto giorni fa dalla delegazione comunale pennese guidata dal sindaco Mario Semproni con il ministro Beatrice Lorenzin proprio sul San Massimo. Stando alla riorganizzazione sanitaria regionale, che poggia proprio sul decreto Lorenzin, l’ospedale di Penne sarà declassato, così come il presidio ospedaliero di Castel di Sangro, ad «ospedale di area disagiata», dunque con un pronto soccorso che non potrà più prestare assistenza ai codici rossi (pericolo di vita) e con una forte riduzione dei posti letto.
Per l'amministrazione un discorso «inaccettabile» che andrebbe a penalizzare un'intera area, quella vestina, già fortemente depressa sotto molti punti di vista. «Saremo sicuramente presenti al consiglio regionale e speriamo vivamente prevalga il buon senso», osserva l'assessore alla Sanità Pina Tulli. «L'area vestina necessita assolutamente, per estensione del territorio e viabilità inadeguata, di un presidio ospedaliero che possa rispondere adeguatamente per servizi e posti letto alle esigenze di tutti i cittadini». Negli ultimi 10 anni il San Massimo è stato privato di molti servizi: la rianimazione è stata ridotta a Tipo (terapia intensiva post operatoria), il laboratorio analisi da unità operativa complessa a unità semplice. La soppressione del punto nascite arrivata nei mesi scorsi costringe le puerpere a recarsi a Pescara o Chieti per partorire. E per raggiungere Pescara dai paesi pedemontani vestini occorre oltre un'ora d'auto.
Francesco Bellante
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