la regione dona i defibrillatori

PESCARA . Prima Torino di Sangro, Torricella Peligna, Palena e Colledimacine, poi Lentella, Pollutri, e Fresagrandinaria. Piccoli Comuni abruzzesi che da oggi possono contare sulla presenza fissa di...
PESCARA . Prima Torino di Sangro, Torricella Peligna, Palena e Colledimacine, poi Lentella, Pollutri, e Fresagrandinaria. Piccoli Comuni abruzzesi che da oggi possono contare sulla presenza fissa di un defibrillatore. Una presenza che può fare la differenza tra la vita e la morte, se si tratta di soccorrere una persona in arresto cardiaco, come purtroppo insegna la tragedia di Piermario Morosini, il calciatore del Livorno stroncato da un infarto nel 2012, all’Adriatico, mentre disputava la partita contro il Pescara.
QUANTI SONO. Sono 204 i Comuni che riceveranno il dispositivo, così come stabilito da una delibera della Regione che prevede un impegno finanziario di 286mila euro. La scorsa estate la Phisio Control di Cinisello Balsamo si è aggiudicata la gara d’appalto, con un’offerta al ribasso di 259mila euro, contro i 263mila dell’altra concorrente, la Iredeem. I Dae (defibrillatori automatici esterni di ultima generazione, sono coperti da una garanzia di 24 mesi. Sono dotati di una batteria non ricaricabile che può dare 200 scariche, e salvare 200 vite, considerando che di norma una sola scarica può essere sufficiente ad azzerare il battito irregolare e a farlo ripartire dopo aver ristabilito il ritmo normale.
Tra le caratteristiche tecniche dei dispositivi, quella di poter restare fino a 48 mesi in stand by, cioè senza essere utilizzati e senza perdere di efficacia. Si tratta di macchinari all’avanguardia, protetti da custodie con sigilli removibili, e custoditi in una teca a muro per facilitare la videosorveglianza e la prevenzione degli atti vandalici. Quelli in dotazione sono apparecchi ultramoderni che, una volta collegati al torace del paziente, effettuano in maniera automatica la rilevazione del battito e stabilire se erogare , o meno, lo shock elettrico al cuore. Se sì, l’operatore dovrà limitarsi a schiacciare il bottone che dà la scarica.
SOLO MANI ESPERTE. Usare un defibrillatore può fare la differenza, come si diceva, tra la vita e la morte. È per questo motivo che in ogni centro saranno formati dei volontari, almeno, pronti a entrare in azione qualora se ne manifestasse il bisogno. A formarli sarà la stessa impresa che si è aggiudicata l’appalto.
CHI HA RISPOSTO. L’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, che nei giorni scorsi ha dato il via alla consegna dei dispositivi salvavita, aveva inviato una lettera a tutti i 305 Comuni d’Abruzzo.
Inizialmente avevano risposto solo 170 amministrazioni. In seguito la platea dei richiedenti si è ampliata e la Regione, come sottolinea l’assessore Paolucci, «utilizzando il ribasso d’asta, è riuscita a soddisfare 204 richieste».
Questi Comuni hanno l’obbligo di installare una specie di “totem” nella piazza principale di ogni paese, una struttura facilmente accessibile in caso di urgenza, da parte dei volontari opportunamente formati.

