La Regione: «Ecco le regole da seguire»

Linee guida della task force dal summit di ieri all’Aquila, scuole aperte in tutta la regione e numero unico per le emergenze
L'AQUILA. Scuole aperte e numero unico di emergenza sanitaria regionale, da contattare nei casi di sospetto coronavirus. La task force convocata, ieri sera, all'Aquila, dal presidente della Regione, Marco Marsilio, e dall'assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, ha definito le linee guida da adottare per contrastare l'emergenza. Marsilio ha riunito a palazzo Silone presidenti di provincia, comitati dei sindaci, prefetti e direttori delle Asl. All'appello hanno risposto tutti: un summit operativo, iniziato a margine della video-conferenza con i presidenti delle Regioni e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, «per coordinare le azioni in maniera uniforme ed evitare interpretazioni particolari su scala regionale», ha detto Marsilio. Sul tavolo, la circolare appena firmata dall'assessore Verì e dal direttore del dipartimento sanità, Giuseppe Bucciarelli, che detta le regole di intervento per le Asl.
LINEE GUIDA. «Alle Regioni come l'Abruzzo, che non sono state toccate direttamente dal contagio», ha spiegato Marsilio, «è stato proposto uno schema di ordinanza che definisce una serie di misure per fare in modo che non ci siano difformità operative sul territorio. L'indirizzo comune è quello di mantenere alta la vigilanza, informare la popolazione sulle buone pratiche, sui comportamenti corretti e la gestione della casistica». Non intasare il pronto soccorso, contattare i medici telefonicamente e lasciarsi assistere dal personale sanitario per un'eventuale presa in carico ospedaliera, la buona prassi da seguire. Marsilio ha ribadito anche che «per le regioni dove non sono stati riscontrati casi di contagio, non ci sarà la chiusura delle scuole, come da indicazioni del Governo».
NUMERO UNICO. Per gestire al meglio le telefonate in entrata, la Regione attiverà un solo unico di emergenza in Abruzzo, che verrà comunicato in giornata e affiancherà il numero nazionale 1500. «Nel momento dell'emergenza abbiamo attivato i quattro numeri di riferimento delle aziende sanitarie», ha dichiarato l'assessore Verì, «si passerà, adesso, all'unificazione con un solo numero regionale. Nel frattempo, abbiamo recepito le indicazioni del Governo, con una circolare trasmessa alle Asl che individua tutti gli adempimenti da mettere in atto per la gestione dei casi nelle strutture sanitarie».
CASI SOSPETTI. Al momento, in Abruzzo, non sono stati riscontrati casi sospetti. Secondo la circolare regionale, le Asl «sono tenute a trasmettere giornalmente, entro le 10 e le 16, la notifica dei pazienti, tramite indirizzo di posta elettronica». I medici di base e i pediatri che vengono a conoscenza di un caso sospetto devono raccogliere le informazioni anagrafiche, sconsigliare di soggiornare in sala d'attesa, usare mascherina e guanti e adottare le precauzioni standard. Se la diagnosi è di sospetta polmonite, si richiede l'attivazione del 118, che provvede ad effettuare il triage telefonico. Il trasferimento dei casi confermati deve avvenire dopo attenta pianificazione tra la struttura di provenienza e quella di destinazione. Il Centro regionale di riferimento per la gestione dell'emergenza Covid-19 è l'ospedale Santo Spirito di Pescara.
GESTIONE. La circolare prevede specifici protocolli anche per l'accesso al pronto soccorso. «Le strutture sanitarie», specifica il documento trasmesso alle Asl, «sono tenute al rispetto rigoroso e sistematico delle precauzioni standard. I casi confermati devono essere ospedalizzati, in stanze d'isolamento singolo». L'esecuzione dei test diagnostici è riservata ai soli pazienti sintomatici di Ili e Sari , oltre che ai sospetti di Covid-19. Tra le raccomandazioni fornite dalla Regione «la corretta applicazione di misure preventive, quali l'igiene della mani, che contribuisce a ridurre il rischio di infezione, e il posizionamento di gel alcolici nei luoghi affollati come stazioni ferroviarie, aeroporti, porti, scuole e centri commerciali».
«Non siamo in emergenza in Abruzzo, non ci sono casi di Coronavirus», ha dichiarato Gianguido D'Alberto, presidente Anci regionale, «ma risulta fondamentale un coordinamento con i sindaci che svolgono un ruolo centrale per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria, che deve essere gestita di concerto con le Asl».
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