La Regione: «Il 10 settembre i prestiti a fondo perduto»

Presentate 46.055 domande per oltre 57 milioni di euro: pagamenti in due tranche
L’AQUILA. I numeri sono corposi e soddisfanno appieno le previsioni. Alla mezzanotte del 7 agosto, data di scadenza dell’avviso, alla Regione sono arrivate 46.055 domande da parte di altrettante imprese, per complessivi 57 milioni 686 mila 828 euro di contributi a fondo perduto richiesti. La prima tranche dei finanziamenti, pari a 19 milioni di euro, «verrà pagata entro il 10 settembre». «Tutte le altre imprese riceveranno i soldi al massimo entro ottobre», assicura l’assessore alle Attività produttive, Mauro Febbo. Dagli aiuti, che riguardano piccole imprese, commercianti, artigiani, partite Iva, lavoratori autonomi e liberi professionisti, sono stati tagliati fuori i proprietari di bed & breakfast per i quali la Regione ha in animo di intervenire successivamente, con la riprogrammazione delle risorse. Ma sui tempi non vi sono certezze.
AIUTI CONCRETI
Nessun intoppo. Nessun click day. «Le domande sono arrivate regolarmente sulla piattaforma della Regione», afferma Febbo, «aiuti concreti al mondo economico abruzzese. Soldi a fondo perduto che verranno erogati ad aziende di tutti i settori, lavoratori autonomi e titolari di partita Iva che hanno subìto, nella comparazione tra aprile 2020 e lo stesso periodo dello scorso anno, una perdita di fatturato di almeno il 33%». Febbo la definisce «la più grande operazione, in termini dimensionali, compiuta in 50 anni dalla Regione. Contributi che daranno una boccata di ossigeno a tante aziende che versano in condizioni di difficoltà».
SOLDI ENTRO OTTOBRE
Sarà la task-force costituita da otto esperti, voluta dalla Regione, ad esaminare le pratiche e stilare la graduatoria delle aziende e dei lavoratori che hanno diritto ai finanziamenti a fondo perduto, in base al danno subito. Un’operazione da chiudere entro un mese «così da poter procedere al pagamento della prima parte dei contributi, pari a 19 milioni 366.371 euro, entro la prima decade di settembre», sottolinea Febbo. «Avranno la priorità i soggetti che hanno subìto una perdita del fatturato pari al 100% e così via, a scalare, fino al 33%, che rappresenta il valore del danno minimo per poter accedere al contributo». I primi 19 milioni di euro, a conti fatti, dovrebbero essere sufficienti a coprire il fabbisogno di circa 14mila imprese delle oltre 46mila che hanno fatto richiesta.
COME FARE I CALCOLI
Le persone fisiche usufruiranno di un contributo che va dai 750 euro in su, mentre per le aziende la soglia di partenza è di mille euro. La cifra massima, per ciascun richiedente, non dovrebbe superare i 14mila 800 euro, secondo i calcoli e le stime della Regione, che conta di completare l’erogazione dei contributi entro ottobre. «Proprio in queste ore», evidenzia Febbo, «stiamo definendo con il Dipartimento coesione dello sviluppo economico (Mise) la rimodulazione dei fondi nazionali e comunitari, che ci consentirà di avere somme a sufficienza per coprire i circa 57 milioni di euro richiesti». Il bando fa riferimento alla legge regionale n°10 del 3 giugno scorso.
ENTITÀ DEL CONTRIBUTO
Il contributo sarà determinato applicando, sull’ammontare dei ricavi o dei compensi dello scorso anno, le seguenti percentuali: 15% per le imprese e i lavoratori autonomi con ricavi fino a euro 120mila euro, nel periodo d’imposta precedente a quello in corso; il 7,5% per le sole imprese con ricavi tra 120mila euro e 400mila euro e il 5,5% per le aziende con ricavi che oscillano tra 400mila euro e 1 milione di euro. Le agenzie di viaggio otterranno un contributo, in misura fissa, di 3mila euro.
I BENEFICIARI
Questo l'elenco dettagliato dei beneficiari, in possesso dei requisiti per accedere ai finanziamenti: le imprese abruzzesi che operano nel settore industria, commercio e artigianato, gli autonomi e i professionisti con partita Iva. Sono escluse le attività del settore agricolo, i bed & breakfast privi di partita Iva e i soggetti che hanno cessato l'attività al 31 marzo scorso. Il contributo, inoltre, spetta alle imprese che abbiano conseguito ricavi non superiori a 1 milione di euro, nel periodo d’imposta precedente a quello in corso, e ai soggetti esercenti attività di lavoro autonomo con compensi non superiori a 120.000 euro. Condizione necessaria è la mancanza di incassi, con un calo di fatturato, ad aprile 2020, di almeno un terzo rispetto ad aprile 2019. Nel caso di attività avviate dopo aprile dello scorso anno, la somma viene conteggiata sull’ammontare medio mensile dei ricavi o dei compensi dalla data di avvio dell’attività fino a marzo 2020.
LA POLEMICA
Riguarda i titolari di b&b, rimasti fuori dai contributi a fondo perduto messi a disposizione dalla Regione con la legge Cura Abruzzo 2. Nel primo bando non c’era traccia dei 300 euro a struttura previsti nella Legge 10. Ma l’assessore Febbo ha assicurato che «con la riprogrammazione dei fondi nazionali ed europei, ci saranno risorse sufficienti anche per soddisfare le richieste di questa tipologia di strutture ricettive». E non solo. «Continueremo a fare altri bandi», conclude, «perché all’interno del Cura Abruzzo 2 figura un capitolo di 14 milioni di euro con misure importanti: agevolazioni sugli affitti, interventi specifici per i comuni e le zone rosse che maggiormente hanno risentito dell’emergenza sanitaria ed economica degli ultimi mesi».
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