«La Regione intervenga sul caro bollette»

Appello di bar e ristoranti. E Confcommercio raccoglie i casi più eclatanti: li valuterà un consulente
PESCARA. La Confcommercio alza la voce, contro il caro bollette, e chiama in causa la Regione, che «deve intervenire in favore dei pubblici esercizi, cioè bar e ristoranti. Siamo pronti a una iniziativa di protesta», dice il presidente dell’associazione di categoria Riccardo Padovano, affiancato da Carlo Miccoli, presidente della Federazione pubblici esercizi e titolare del bar Excelsior. Nei giorni scorsi ha ricevuto una bolletta dell’energia elettrica di 17.148 euro, per il bar, come conguaglio da agosto a dicembre 2021, da sommare alle bollette dei mesi scorsi, regolarmente pagate, e alle altre spese del locale, a partire dall’affitto, di 6.000 euro al mese.
Situazione difficile anche per Emiliano Ferraro della Antica Panetteria Alessandra di via Piave, che dovrà pagare una bolletta, per il mese di dicembre, di 3.300 euro, il doppio del solito. «Ho chiesto la rateizzazione ma mi sono state concesse solo due rate. L’unica cosa che possiamo fare è ritoccare i prezzi, altrimenti saremmo costretti a chiudere, dopo due anni difficili per il Covid. Ci rendiamo conto che il caro bollette interessa anche le famiglie ma non ho visto persone scendere in piazza per gli aumenti delle utenze, del carburante e di tutto il resto, contrariamente a quanto accaduto per i vaccini. E poi bisogna intervenire sul sistema dei controlli sul Green pass che siamo obbligati a fare: non possiamo continuare a discutere con i clienti», dice.
«Dal punto di vista sanitario il quadro appare più tranquillo, quindi ci devono sollevare da questo adempimento», chiede Gabriele Armenti, rappresentante del settore Banqueting e Catering della Confcommercio parlando sempre del Green pass. A proposito delle bollette, invece, lancia l’idea, da far arrivare al governo, di «recuperare queste maggiori spese con delle agevolazioni fiscali, attraverso il credito di imposta». Di fronte agli importi delle bollette schizzati in alto, e «triplicati» rispetto a pochi mesi fa, «potremmo essere costretti ad aumentare i prezzi, almeno del 15%, pur sapendo che diminuirebbero i consumi. Ma è assurdo farlo nel momento della ripartenza. L’altra alternativa è ridurre il personale e i servizi, come la custodia dei parcheggi. Oppure, c’è l’ultima ipotesi: la chiusura».
Ma i prezzi sono già aumentati: in molti bar, il caffè si paga un euro e 20, per fronteggiare i rincari delle materie prime. E i consumi sono scesi. «La colazione è cambiata, per i clienti», dice Roberta Miccoli sempre dal Bar Excelsior, «ci sono famiglie monoreddito che non arrivano alla fine del mese e sentiamo molte lamentele, su questo. Poi c’è poca gente in giro, salvo nel fine settimana, e questo è indicativo della paura, dell’incertezza, che influisce sui consumi».
Confcommercio non starà a guardare. «Stiamo raccogliendo le bollette da chi ha ricevuto conti esagerati, per farle valutare a un consulente, dopodiché siamo pronti alla protesta», dice Padovano che conta sull’aiuto del Comune e ha subito convocato l’assessore al Commercio Alfredo Cremonese. «Serve un riflessione a livello governativo», dice Padovano, «perché queste bollette danneggiano le attività, già colpite da due anni di pandemia, e le famiglie. Non è possibile che un pubblico esercizio che applica l’Iva del 10% debba pagare invece il 22%».
Cremonese coinvolgerà «i parlamentari, puntando ad avere delle risorse per le imprese. Servono fondi per il commercio e per i liberi professionisti perché dopo la crisi per il Covid il caro bollette è un colpo mortale e si rischiano chiusure generalizzate. Chiederò anche all’assessore regionale Daniele D’Amario se si possono trovare soluzioni».

