«La Regione non ha programmazione»

Il centrosinistra: le quattro Asl in forte passivo nonostante i 108 milioni dell’emergenza Covid
L’AQUILA. Un bilancio di “tagli alla romana”. I consiglieri regionali di centrosinistra ricorrono a un gioco di parole per bocciare la manovra finanziaria 2021 presentata dalla maggioranza. «Alla romana», ha affermato il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci nella conferenza stampa convocata prima dell’inizio del consiglio, «perché romana è la provenienza di Marsilio ma anche perché ogni settore dovrà pagare, come si fa al ristorante, in ragione dei tagli apportati. Tagli lineari in tutti settori, per complessivi 50 milioni di euro». Insieme a Paolucci hanno partecipato alla conferenza stampa anche Pierpaolo Pietrucci, Dino Pepe e Antonio Blasioli (Pd), Americo Di Benedetto (Legnini Presidente), Sandro Mariani (Abruzzo in comune), Marianna Scoccia (gruppo Misto).
I TAGLI
Uno dei settori più colpiti dai tagli, hanno osservato le opposizioni, è il sociale: «Prendiamo ad esempio i ticket socio-sanitari», ha sottolineato Paolucci, «ovvero i trasferimenti che la Regione riconosce alle famiglie per evitare che sostengano costi gravosi quando gli anziani, i disabili, i più fragili si trovano in strutture di ricovero extra-ospedaliere. Ebbene, la giunta regionale decide per una sforbiciata enorme su queste risorse, così come sui fondi che erano concessi alle Province per il trasporto dei disabili. In totale il sociale subirà tagli per 12,5 milioni. Al trasporto pubblico, al quale vengono sottratti 8 milioni, con pesanti contraccolpi dopo le privatizzazioni e i tagli di chilometri già operati nel recente passato. Altri 8 milioni vengono tolti all'istruzione e al diritto allo studio, 2,3 milioni al settore agricolo, 750 mila euro alla Protezione civile, nonostante l’emergenza pandemica, che richiederebbe sforzi maggiori per fronteggiare la crisi in corso, 600 mila euro alla cultura. Infine altri 15 milioni sono tagliati ai settori restanti, dallo sport al sostegno alle imprese che ancora attendono gli stanziamenti promessi col Cura Abruzzo 1 e 2».
SANITÀ
Durante i lavori delle commissioni, hanno detto i consiglieri, «ci hanno informato che le quattro Asl, sul 2020, hanno accumulato un deficit di 44 milioni di euro, nonostante la Regione abbia ricevuto 108 milioni solo per l’emergenza Covid, cui si aggiungono altri 32 milioni di fondo sanitario. Dopo due anni di questo governo regionale, inoltre, non c’è ancora alcuna programmazione sulla rete ospedaliera: gli investimenti sono fermi. Durante i lavori in commissione è stato confermato che sono disponibili 500 milioni per l’edilizia sanitaria ma sono quelli lasciati in eredità dal centrosinistra, 143 dei quali già trasferiti per cassa e fermi, per la totale incapacità di deciderne la programmazione. Con risorse disponibili, attendiamo ancora gli investimenti su L’Aquila, Avezzano, Teramo, Giulianova, Sulmona, Penne, Chieti, Lanciano e Vasto».
UN BILANCIO LAMPO
Il centrosinistra ha criticato anche il metodo con cui la sessione di bilancio è stata condotta dal centrodestra: «È stata la sessione più corta della storia della Regione. Il provvedimento è entrato in commissione lunedì alle 11, e oggi (ieri, ndc) andremo in aula senza aver riunito la prima per l'esame finale. Se non ci fosse stato l’emendamento Imprudente nel corso della giunta, non avrebbero consegnato il bilancio a consiglieri e revisori con cinque giorni di ritardo. Come l’anno scorso col famoso “pizzino”, infatti, la Lega ha imposto di inserire subito un emendamento modificativo al testo nel corso dei lavori dell’esecutivo, e non durante i lavori dell’aula, costringendo dunque alla riscrittura del provvedimento».
RISCHIO IMPUGNATIVA
«Le criticità da noi evidenziate sono esposte anche nel parere del collegio dei revisori dei conti», hanno concluso i consiglieri, «e così com’è, il bilancio è un atto politicamente impresentabile, che rischia di essere impugnato dal Governo». (ro.ciu)

