La Regione: per ora restiamo zona gialla

7 Novembre 2020

Ma oggi potrebbero cambiare fasce e divieti: l’Abruzzo spera di no

L'AQUILA . L'Abruzzo resta in zona gialla, in attesa dei nuovi dati che definiranno il coefficiente di rischio. Lo ha confermato ieri sera al Centro, il presidente della Regione, Marco Marsilio dichiarando che «per il momento non cambia niente». Una situazione in costante evoluzione che potrebbe, nella peggiore delle ipotesi, far salire l'Abruzzo alla fascia arancione, che prevede restrizioni più pesanti di quelle attualmente in vigore.
«I dati sono in fase di elaborazione da parte del ministero della Salute, che sta valutando tutti gli indicatori», ha confermato l'assessore regionale alla Salute, Nicolettà Verì, «il lasso temporale preso in considerazione, per la nuova classificazione, è quello che va dal 26 ottobre al 1° novembre». Ma vediamo quali misure potrebbero cambiare con un eventuale slittamento in avanti.
ZONA GIALLA. Ieri sera, alle 22, è partito il primo coprifuoco serale, con divieto di circolazione fino alle 5 del mattino «salvo comprovati motivi di lavoro, necessitò e salute» e con la raccomandazione «a spostarsi il meno possibile, anche durante il giorno».
In caso di spostamento nella fascia oraria vietata è necessario essere muniti di autocertificazione, da consegnare in caso di controllo (pubblichiamo il fac simile a pagina 7).
Se si tratta di un’urgenza non dev’essere indicato il nominativo delle persona da cui ci si sta recando, per motivi di privacy. Dalle zone gialle ci si può spostare, inoltre, verso altre regioni dello stesso colore, ma non verso le arancioni e le rosse. Un altro provvedimento preso dal Governo è quello relativo alla chiusura, nei giorni prefestivi e festivi, dei centri commerciali e della media distribuzione, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole, anche all'interno di queste strutture. Chiusi anche i musei e le mostre. La didattica sarà a distanza, al 100% per le scuole secondarie di secondo grado, con i soli laboratori in presenza e in tutte le università, salvo alcune attività per le matricole e i laboratori.
Le lezioni si svolgeranno in classe per le scuole elementari e le secondarie di primo grado, con l'obbligo di indossare la mascherina dai sei anni in su. Bloccati tutti i concorsi, tranne quelli per personale medico e per la protezione civile. Sul fronte dei trasporti è stata stabilita una riduzione del 50% della capienza sui mezzi pubblici, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastico, che non subiranno variazioni. Sospese anche le attività nelle sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine in bar e tabaccherie. Bar e ristoranti dovranno abbassare le saracinesche alle 18, ma l'asporto sarà consentito fino alle 22, mentre non sussistono restrizioni per la consegna a domicilio. Restano chiusi cinema, teatri, piscine e palestre, mentre i centri sportivi saranno regolarmente operativi.
ZONA ARANCIONE. In questa area valgono tutti i provvedimenti indicati per le regioni collocate nella fascia gialla, con qualche restrizione sostanziale in più, dovuta all'aumento del rischio di contagio, soprattutto per quanto riguarda gli spostamenti. Oltre al coprifuoco serale, sono vietati gli spostamenti in entrata e uscita dai confini regionali e da un comune all'altro, tranne che per motivi di lavoro, studio e necessità, che dovranno essere attestati con autocertificazione da presentare su richiesta. Ristoranti, bar e pasticcerie chiuderanno 7 giorni su 7, con asporto consentito fino alle 22. Non è prevista, invece, nessuna restrizione per la consegna a domicilio.
La didattica a distanza, come per la zona gialla, anche in questo caso viene limitata agli istituti superiori e alle università, con attività in presenza per le scuole dell'infanzia, la primaria e le scuole medie.
USO DELLE MASCHERINE. Sia che ci si trovi in zona gialla che in zona arancione, vige l'obbligo di indossare le mascherine all’aperto e nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private. Si fa eccezione a tali obblighi, nei casi in cui, per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto, venga garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. Possono evitare di indossare la mascherina solo i bambini al di sotto dei sei anni e le persone con patologie o disabilità non compatibili con l'uso continuativo del dispositivo di protezione, e chi li assiste o interagisce con loro.