«La Regione si occupi delle reti»

4 Novembre 2021

L’associazione di consumatori Adoc chiede un ammodernamento

PESCARA. «Non possiamo attribuire al clima ed alla pandemia il problema dell’emergenza idrica, la cui causa principale è lo stato della rete, così come è impensabile che siano gli utenti a farne le spese». Sono le parole di Monica Di Cola, presidente regionale dell’Adoc, l’associazione dei consumatori della Uil, alla luce del consiglio comunale che si è svolto a Pescara sulla carenza idrica che si protrae da questa estate in molti comuni della provincia. Durante la riunione, il presidente dell’Aca, Giovanna Brandelli, ha parlato di un aumento dei consumi legati alla pandemia e di una riduzione della disponibilità di acqua, ma anche dello stato delle reti, che è compromesso, e della eccessiva pressione con cui l’acqua arrivava in passato nelle tubature, peggiorandone lo stato. Tutti fattori che hanno portato a ridurre l’acqua, il che spesso vuol dire avere i rubinetti a secco, per i cittadini. Alla riunione ha assistito, per l’Adoc, l’avvocato Michela Giannone che sottolinea il «pessimo stato manutentivo in cui versano le rei idriche».
Proprio in vista del rifacimento delle reti, che l’Aca sta progettando, Adoc ritiene che «non ci verranno in soccorso neanche i fondi del Pnrr, che tende a penalizzare le gestioni dirette a favore delle gestioni industriali, inesistenti in Abruzzo. È quindi necessaria una politica regionale a sostegno dell'ammodernamento della infrastruttura idrica ed è giunto il momento», sostiene Di Cola, «di aprire un ragionamento su una politica gestionale industriale consortile dell'intera rete idrica regionale se vogliamo colmare il gap con il Nord Italia».