La Regione: «Usate i monoclonali»

21 Luglio 2022

Casi gravi di Covid, parte un sollecito alle Asl per le dosi di anticorpi in scadenza 

L'AQUILA. La Regione Abruzzo invierà una circolare ai direttori generali delle Asl per sollecitare la somministrazione della combinazione di anticorpi monoclonali per la profilassi del Covid-19 alle categorie di pazienti fragili indicate da Aifa.
In Abruzzo sono più di 3.300 i cittadini da proteggere dal rischio di forme gravi di Covid, mediante profilassi pre-esposizione con la combinazione di anticorpi monoclonali. Nella Regione le dosi ad oggi disponibili sono circa 500, che devono essere utilizzate quanto prima: 192 scadranno a fine luglio, per le altre 250 il termine ultimo è dicembre. È quanto emerso in un incontro online che ha interessato l'Abruzzo e che è parte del tour in 10 Regioni, promosso da Senior Italia FederAnziani in collaborazione con AstraZeneca. «La Regione Abruzzo diventa proattiva nel sensibilizzare i medici sulla necessità di richiamare i pazienti candidabili alla profilassi con la combinazione di monoclonali», afferma Claudio D'Amario, direttore generale del Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, «plaudiamo alla decisione dell'Agenzia italiana del farmaco che ha rimosso gli ostacoli alla prescrivibilità di questa importante opzione terapeutica, a partire dal vincolo costituito da un test sierologico negativo. Ora serve un vero e proprio piano di richiamo, per raggiungere tutti i target prefissati». La combinazione di due anticorpi monoclonali umani, tixagevimab e cilgavimab, ha già dimostrato di ridurre di circa l'83% a sei mesi il rischio relativo rispetto al placebo di sviluppare il Covid sintomatico in pazienti a rischio di inadeguata risposta al vaccino Covid-19 o ad incrementato rischio dovuto a esposizione al Sars-cov-2. Una singola dose, somministrabile per via intramuscolare, determina una protezione duratura, per almeno 6 mesi. «Si stima che, in Italia, siano oltre 150mila i cittadini potenzialmente candidabili al trattamento con la combinazione di monoclonali», conclude Roberto Messina, presidente senior Italia FederAnziani, «si tratta, in particolare, dei pazienti trapiantati, affetti da patologie onco-ematologiche, in trattamento chemioterapico attivo, oppure con farmaci immunosoppressori per altre patologie».