La replica: non ha più diritto ad occupare quella stanza

28 Aprile 2018

PESCARA. «Di Matteo non ha più alcun diritto a occupare quell’ufficio, è come se la Regione continuasse ad erogargli l’indennità assessorile che gli è stata revocata». Taglia corto il governatore...

PESCARA. «Di Matteo non ha più alcun diritto a occupare quell’ufficio, è come se la Regione continuasse ad erogargli l’indennità assessorile che gli è stata revocata». Taglia corto il governatore Luciano D’Alfonso che affida la sua risposta a un atto firmato da suo segretario particolare, Enzo Del Vecchio, il 26 aprile e protocollato ieri mattina. Il documento che pubblichiamo aggiunge anche un altro motivo allo sfratto dell’ex assessore da quella stanza che non gli spetta più. L’accertamento tecnico sul palazzo della Regione in viale Bovio ha infatti imposto lo sgombero degli uffici non sicuri dal punto di vista statico e il conseguente trasloco nell’immobile di piazza Unione. «L'impellente necessità di dover disporre di un adeguato numero di stanze da destinare alla sistemazione del personale oggi presente nell'edificio di viale Bovio», si legge infatti nell’atto di Del Vecchio, «ha reso opportuno, nella giornata odierna e alla presenza del vigilante Santino Pompilio Di Donato, di rendere nella disponibilità della Presidenza della Regione le stanze del quarto piano di Piazza Unione già assegnate temporaneamente all’Enea e alla segreteria di un assessore dimissionato». Così scrive il segretario particolare di D’Alfonso che aggiunge: «Al fine di garantire la salvaguardia di quanto attualmente ancora presente nelle stanze, documentato da report fotografico, le stesse sono state chiuse e le chiavi sono state affidate al servizio guardiania di viale Bovio».
Ieri pomeriggio però Di Matteo, dopo lo sfogo della mattina, ha sollevato il sospetto su questo documento definendolo postdatato, cioè creato in modo artificioso dopo una sua telefonata di protesta a Del Vecchio che in serata gli ha risposto in modo perentorio: «Ho firmato l’atto alle 19,21 del 26 aprile e questa mattina (ieri) è stata protocollato (il sistema lo registra alle ore 8,49) ed inviato ai destinatari. Solo alle 8,53 ho poi ricevuto la telefonata dal consigliere Di Matteo, come dimostra la memoria del telefono. Quindi non è un atto postdatato». (l.c.)