La riunione sulla Riserva Gli esperti: da pulire subito

PESCARA. Prima la rimozione dei rifiuti e dei ruderi dell’ex vivaio nella Riserva dannunziana, poi il monitoraggio dei germogli delle piante che stanno rispuntando nell’area verde violata dal fuoco...
PESCARA. Prima la rimozione dei rifiuti e dei ruderi dell’ex vivaio nella Riserva dannunziana, poi il monitoraggio dei germogli delle piante che stanno rispuntando nell’area verde violata dal fuoco di domenica 1° agosto.
La strada per la ricostruzione della pineta, oggi spettrale cimitero di alberi, è tracciata dopo la riunione di ieri, in Comune, alla quale hanno partecipato i tre “saggi” per la riqualificazione del parco dannunziano, Nevio Savini, Dario Febbo e Gianfranco Pirone, nominati dal sindaco Carlo Masci; il professore di Diritto, Giampiero Di Plinio; il vicesindaco e assessore ai Parchi, Gianni Santilli; i consiglieri comunali Carlo Costantini e Ivo Petrelli, esponenti delle associazioni ambientaliste Wwf, Legambiente e Ambiente & Vita. Presente anche il “gruppo d’ascolto” composto da esponenti della società civile ritenuti autorevoli, tecnici e dirigenti del settore comunale che si occupa di parchi e verde.
In attesa della relazione che indicherà le linee-guida per la rinascita della pineta, che i tre esperti consegneranno a fine mese, sono state definite le attività preliminari da avviare entro novembre. Il primo obiettivo, precisano dal Comune, «sarà la rimozione della grande massa di rifiuti (bottiglie, ingombranti ) che durante i sopralluoghi dei giorni scorsi sono stati rinvenuti all’interno del perimetro del comparto 5, quello andato distrutto nell’incendio del primo agosto. Inoltre «saranno rimossi anche tutti i ruderi andati a fuoco e che costituivano le strutture dell’ex vivaio. Infine, saranno infine avviate le attività di monitoraggio, che andranno avanti per la durata della prima stagione vegetativa, dei germogli e degli eventuali segnali di ripresa di quegli alberi del tutto o in gran parte bruciati (olmi, pini d’aleppo, querce e latifoglie), informazioni in base alle quali si deciderà nel breve periodo a quali fusti rinunciare e quali conservare per favorire la ripresa botanica nel segno della naturalità». Masci: «Mi affido agli esperti, saremo concreti nelle decisioni per dare chiari segnali ai cittadini». Il Comune ha ribadito l’intenzione di «porre le basi per l’accorpamento dei comparti 3 e 5, previsto dal Piano di assetto naturalistico». Il Comitato per la rinascita della Pineta Dannunziana tornerà a riunirsi tra circa due settimane.

