La rivolta dei sindaci: stop al caro bollette

Scoppia la protesta per l’irrigazione: sette Comuni chiedono un incontro al Consorzio di bonifica Centro
PESCARA. Da una parte le proteste contro il caro-bollette imposto dal Consorzio di Bonifica Centro. Dall’altro la difesa del Consorzio che spiega di essersi limitato a recuperare le annualità 2021 e 2022 non ancora riscosse. L’irritazione che si respira tra gli utenti è ampiamente condivisa dai sindaci di sette Comuni che hanno chiesto un incontro urgente al commissario regionale Daniela Valenza, per ciò che riguarda il Consorzio, e all’assessore all’Agricoltura Daniele Imprudente. L’appello è partito dai primi cittadini di Spoltore, Chiara Trulli, Alanno, Oscar Pezzi, Cepagatti, Gino Cantò, Loreto, Renato Mariotti, Moscufo, Claudio De Collibus, Nocciano, Marcello Luciano Giordano, Pianella, Teddy Manella, e Rosciano, Simone Palozzo. I sindaci vogliono parlare dei «rincari del servizio irriguo» e delle «pesanti ripercussioni nei confronti di agricoltori e cittadini che usufruiscono di un servizio sovente gravato da problematiche dovute a guasti e interruzioni». E chiedono al Consorzio di differire la sospensione del servizio dal 15 ottobre al 15 dicembre. «Qualcuno», dice Trulli, «ci parla di bollette triplicate, nonostante questi mesi siano stati una tragedia, per il servizio. I cittadini sono inferociti e si rivolgono a noi, sollecitando perfino una class action che non ci compete». Dello stesso avviso l’assessore di Cepagatti Camillo Sborgia. «Il Consorzio ha riaffermato gli aumenti che erano stati previsti nel 2021, nonostante il servizio sia scadente e nonostante le interruzioni che hanno danneggiato irreparabilmente parecchie coltivazioni. La gente è esasperata e proprio per questo si sta creando un movimento di utenti contro la gestione e il caro-bollette del Consorzio». Oggi è prevista una uscita pubblica, alle 18, all’hotel Iacone, a Chieti scalo, dove il movimento “Bonifica solidale” incontrerà le istituzioni. Tra le riflessioni avviate c’è quella sulle elezioni per il rinnovo del Cda del Consorzio, «rinviate per 10 anni. La struttura va gestita dall’utenza, deve essere più democratica e per questo si pensa a una lista fuori dagli schemi dei partiti e delle associazioni di categoria, composta di soli utenti», dice Sborgia che annuncia una delibera del Comune per sollecitare «uno stop alla gestione commissariale».
Dal Consorzio di bonifica arriva una prima risposta. «Non c’è stato alcun aumento ma solo i recuperi sulle annualità 2021 e 2022, in applicazione del pronunciamento del Tar in merito al ricorso di alcuni consorziati sulla rideterminazione del tributo. Chi ha ricevuto la richiesta di pagamento non aveva saldato in precedenza. Noi ci siamo limitati a rispalmare le somme da richiedere, con una riduzione per chi aveva pagato in eccesso, tra cui i ricorrenti». «Questo vuol dire», commenta Sborgia, «che gli aumenti ci sono stati, ma con una ripartizione più equa».

