La Rondine, lettera dei dipendenti

14 Aprile 2021

«Siamo scossi e increduli». Così i dipendenti della cooperativa La Rondine parlano dell’inchiesta sulla gara d’appalto della Asl per la gestione delle residenze psichiatriche extraospedaliere. «In...

«Siamo scossi e increduli». Così i dipendenti della cooperativa La Rondine parlano dell’inchiesta sulla gara d’appalto della Asl per la gestione delle residenze psichiatriche extraospedaliere. «In questa fase delicata», recita una lettera firmata dagli operatori dei centri diurni di Pescara, Penne e Tocco da Casauria, della casa famiglia di Penne e del centro diurno integrato di Pescara, «noi ci saremo e garantiremo la prosecuzione dei progetti riabilitativi dei nostri utenti». Una lettera scritta con il cuore «per preservare la nostra professionalità, scissa dalle vicende giudiziarie. Noi lavoratori chiediamo di essere tutelati dalle istituzioni». I dipendenti proseguono: «Da sei anni, noi operatori, con costanza e serietà, abbiamo dato vita ai servizi riabilitativi sul territorio metropolitano e decentrato, lavorando in staff multidisciplinari con professionalità e senso di appartenenza. In modo ligio e trasparente abbiamo costruito e garantito la continuità dei progetti riabilitativi individualizzati dei nostri utenti, circa 80 pazienti. Anche durante le fasi di crisi pandemica, seppur lavorando in condizioni limitate, non abbiamo mai fatto sentire soli i nostri pazienti». Un lavoro difficile: «Il monito del nostro operato è stato e sarà quello di combattere lo stigma della malattia mentale, integrando e includendo gli utenti, specie dopo la conclusione dei progetti di cura, nel tessuto sociale di appartenenza con l’acquisizione di competenze ed abilità individuali e sociali. Forte e determinante è stata la sinergia con i Centri Salute Mentale, con la rete territoriale, con gli amministratori di sostegno e con i tanti familiari». I dipendenti concludono così la loro presa di posizione: «È nostra premura ringraziare i familiari per la solidarietà dimostrataci in questi duri giorni di boom mediatico e rassicurare al contempo gli utenti per il disagio e preoccupazione palesati, nella paura di perdere loro punti di riferimento».