La rottura della rotaia maledetta

Inquirenti non escludono altre ipotesi. Sequestrata la scatola nera
MILANO. Le immagini di una telecamera di sorveglianza della stazione di Pioltello che inquadrano il treno che passa lasciando una scia di scintille e un uomo, in attesa sulla banchina, che si allontana spaventato. Un pezzo di rotaia, lungo 23 cm, trovato ad una ventina di metri di distanza dal «punto zero», così ribattezzato dagli inquirenti, dal quale si è staccato. I segni del deragliamento lungo la rotaia che partono proprio da quel «cedimento strutturale» e il primo concitato racconto del macchinista: «Quando ho sentito che il treno vibrava tanto, ho azionato subito il freno ma era già troppo tardi, era già fuori dai binari». È questo il primo racconto reso agli investigatori dal macchinista che guidava il treno deragliato. Il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, sul posto assieme ai colleghi Leonardo Lesti e Maura Ripamonti (c'era anche il procuratore Francesco Greco), indaga per l'ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo. Sequestrata la ’scatola nera’ del convoglio, sigillati i vagoni e l'intera area in cui è avvenuta la tragedia e acquisiti tutti i documenti che riguardano la manutenzione e i lavori su quel tratto di binari. Allo stato, anche se l'inchiesta in questa fase non esclude a priori alcuna ipotesi, nemmeno la più remota di un atto di sabotaggio, la «rottura» della rotaia pare essere stata la causa dell'uscita del treno dai binari e non l'effetto. Decisiva potrebbe essere una super consulenza affidata dai pm a due esperti ingegneri che si sono già occupati di disastri ferroviari. Il mezzo viaggiava a 140 km/h, velocità che non risulta essere stata indicata dagli esperti come eccessiva per quella tratta. Stando a quanto ricostruito finora, dopo il deragliamento del terzo e poi del quarto vagone nel «punto zero» la motrice, che era in coda al treno, è rimasta in asse e ha continuato a spingere in velocità gli altri vagoni. Il macchinista, al lavoro nel vagone in testa (rimasto inizialmente sui binari come il secondo) si è accorto di quanto stava succedendo. In quel momento il treno era a un chilometro circa dalla stazione di Pioltello. Il convoglio ha attraversato la stazione e si è fermato più di un chilometro oltre. Il terzo vagone, quello dove sono morte tra le lamiere le tre donne, ha abbattuto tre pali prima di bloccarsi contro un quarto.

