La sanità abruzzese supera l’esame a Roma

Crescono i Lea, via libera al super ospedale, Sulmona è salva
PESCARA. La sanità abruzzese supera l’esame più difficile, quello del tavolo di monitoraggio del ministero che ieri ha certificato tre obiettivi positivi spingendo l’assessore Silvio Paolucci a dichiararsi soddisfatto se non orgoglioso. I Lea (Livelli essenziali di assistenza) sono infatti saliti a 189, ben ventinove punti sopra la soglia della sufficienza; il piano per realizzare il Dea di II livello, cioè il super ospedale condiviso tra Pescara e Chieti, può andare avanti; infine l’ospedale di Sulmona va verso la deroga, quindi Ostetricia non chiuderà. A questi tre punti fermi se ne aggiungono altri, riconosciuti dal tavolo romano di ieri, che naturalmente non è stato solo di luci ma ha evidenziato anche ombre per le quali l’Abruzzo è stato rimandato a settembre, ma nulla è compromesso.
Il tavolo di monitoraggio è un confronto tra la Regione Abruzzo ed i ministeri della Salute e dell’Economia. Vi hanno partecipato tra gli altri, oltre a Paolucci anche Giovanni Farinella, dirigente economico-finanziario della Regione, Angelo Muraglia, presente su delega del direttore ad interim del Dipartimento Welfare e Salute, che lui stesso ha diretto fino al 31 dicembre del 2017, e dall’altra parte il direttore generale del ministero della Salute, Andrea Urbani, e Angela Adduce, dirigente con ruolo ispettivo del Mef, infine i delegati dell’Agenas, l’agenzia nazionale sanitaria.
La prima parte del tavolo ha riguardato i delicati aspetti economico-finanziari della sanità nella nostra regione: le entrate, le uscite, le prestazioni fornite dai privati accreditati, le note di credito, gli accantonamenti, ecc. Il verdetto sembra essere buono, visto che il risultato finale di gestione si attesta a -9,5 milioni. È buono perché secondo il piano sottoscritto con il ministero, l’Abruzzo avrebbe dovuto chiudere con un -23 milioni.Ma siamo distanti da questa cifra in rosso e ancora di più dai 100 milioni che le opposizioni di centrodestra contestavano alla maggioranza regionale.
L’Abruzzo, secondo il ministero, ha migliorato i tempi medi di pagamento dei fornitori, sceso ad una media di 58 giorni. Da migliorare, sempre secondo il ministero, è però il numero del personale delle quattro Asl, verso il quale la Regione ha assunto un impegno normativo. Passiamo agli obiettivi di salute. In questo caso il ministero ha reso pubblico il nuovo punteggio dei Lea cresciuto a un valore di 189, rispetto al 182 dello scorso anno, grazie essenzialmente ai miglioramenti delle prevenzioni sia oncologiche che vaccinali, e degli interventi ai femori.
È stato, al contrario, chiesto all’Abruzzo di rafforzare e quindi completare la rete materno-infantile, che comprende tra l’altro i punti nascita, il servizio di trasporto in emergenza neonatale (Sten) e il servizio di trasporto assistito materno (Stam), oltre che il futuro di Ostetricia dell’ospedale dell’Annunziata di Sulmona.
In questi casi, la Regione ha comunicato che a partire dal primo maggio l’Abruzzo avrà una copertura regionale totale dei servizi Sten e Stam, quindi delle reti neonatale d’urgenza e materno-assistita che andranno a soddisfare, attraverso ambulanze e neonatologi, anche quelle aree finora rimaste scoperte nell’Aquilano. E per ciò che riguarda Sulmona che, secondo l’Agenas, non rispetta gli standard, la Regione ha comunicato che farà di tutto per chiedere e ottenere una deroga alla chiusura garantendo la funzionalità di Ostetricia.
L’ultimo punto è quello che sta a cuore sia a Pescara che a Chieti. Parliamo dell’istituzione del Dea di II livello, quindi dell’ospedale condiviso tra i due capoluoghi di provincia, tanto vicini dal punto di vista geografico quanto lontani per campanilismo. Il lavoro che sta svolgendo la speciale commissione esecutiva composta da primari dei due ospedali e manager delle due Asl ha superato l’esame romano dei due ministeri. Il prossimo step sarà quello di mettere nero su bianco, con una delibera di giunta, la nuova mappa delle unità operative di questo grande dipartimento interaziendale, che unirà i due ospedali. (l.c.)

