«La scissione non ser Il Pd deve restare unit

15 Febbraio 2017

PESCARA. La partita tra il congresso lampo richiesto da Matteo Renzi e la minaccia di scissione della minoranza dem capeggiata da Pierluigi Bersani e Michele Emiliano impone di scoprire le carte,...

PESCARA. La partita tra il congresso lampo richiesto da Matteo Renzi e la minaccia di scissione della minoranza dem capeggiata da Pierluigi Bersani e Michele Emiliano impone di scoprire le carte, anche a livello locale, a parlamentari, sindaci e consiglieri regionali eletti tra le file del Pd. Il giorno dopo la direzione nazionale, che di fatto ha messo i democratici di fronte a un bivio, da Pescara arriva un grido (quasi unanime) a non lasciarsi sopraffare dalle correnti interne e a ritrovare la stabilità e l'unità originaria del partito.

«Non mi arrendo all'idea che questo progetto possa fallire per colpa di scissioni incomprensibili», commenta il deputato Gianluca Fusilli, «siamo l'unica forza democratica esistente nel Paese. Il nostro valore principale è l'unità. Il congresso può essere una bella occasione anche per riconoscere gli errori commessi. In questi tre anni ho sostenuto lo sforzo di Renzi, ma ho apprezzato anche l'impegno di Orlando nel mantenere il partito unito».

Una visione condivisa anche dalla collega nell'aula di Montecitorio Vittoria D'Incecco: «Il congresso dovrebbe essere preparato per bene, il tempo forse è troppo poco, non vorrei che portasse a una frattura ancora più difficile da sanare».

«Non mi pongo in difesa di nessuno», prosegue cauta la deputata, «Renzi ha dimostrato di avere coraggio e di saper guidare il gruppo con capacità e buonsenso. Sì, può essere ancora il nostro leader, ma in questo momento mi sento di esprimere la mia fiducia a Gentiloni. Questo governo sta lavorando bene e dovrà continuare a farlo con provvedimenti importanti che siano in grado di ricostruire la fiducia dei cittadini in noi parlamentari».

Più critico nei confronti della linea politica del segretario del Pd è invece il deputato di Popoli, Antonio Castricone, che si è detto «aperto a proposte politiche alternative».

«Nell'ultima fase, Renzi ha commesso molti errori» sottolinea Castricone, «l'ultimo lo ha fatto questa settimana con la gestione dell'ipotesi congressuale. Non condivido l'idea di un congresso imminente e di un partito personale che giri intorno a se stesso. Mi auguro che possa esserci un processo nei tempi giusti e che non ci si affretti soltanto per effettuare una conta interna al Partito democratico. Dal mio punto di vista, è prematuro parlare di scissione: circolano delle voci, non si sa nemmeno se Renzi possa essere l'unico candidato o se ce ne siano degli altri. Il dato è che in direzione nazionale non c'è stata nessuna proposta alternativa né dalla maggioranza e né dalla minoranza dem».

Nelle intenzioni di Renzi, il congresso immediato (con tutta probabilità ad aprile) servirà a consolidare nuovamente la sua leadership in vista di nuove elezioni, ma non tutti i consiglieri regionali sembrano pensarla così. Donato Di Matteo, ad esempio, ammette chiaramente di «stare dalla parte di Emiliano, Speranza e Bersani».

«Non può esserci un partito con un solo padrone», prova a spiegare, «un congresso lampo creerà dei problemi, anche se non sono d'accordo con l'ipotesi di scissione».

«Renzi deve prendere coscienza di alcune cose che persino i suoi gli hanno fatto notare», rimarca la consigliera regionale Marinella Sclocco, «ci sono questioni che non sono state affrontate o chiarite, ma oggi non ha senso andare incontro a una scissione. Tuttavia, se si irrigidisce con l'idea del congresso lampo, la questione diventa complicata».

Un appello all'unità del Pd arriva anche dai sindaci di Pescara, Marco Alessandrini, e di Spoltore, Luciano Di Lorito.

«In questo delicato momento storico», precisa Alessandrini, «la sola cosa da evitare è un'ulteriore divisione interna. I congressi sono occasioni importanti per confrontarsi anche in maniera aspra, ma l'importante è che si resti insieme guardando ai valori comuni in cui ci si riconosce».

«Auspico la rinnovata unità del Pd», chiosa Di Lorito, «l'Italia oggi sta attraversando un momento di grande difficoltà. La politica, in generale, e il Pd, in particolare, hanno delle grandi responsabilità per le risposte date di fronte alla crisi. Vorrei assistere a un congresso vero, partecipato, che includa tutti e che discuta di problemi reali e di come governare il Paese piuttosto che di nomi e di schieramenti».

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