La scultura tra le erbacce L’assessore: pagherò io

7 Marzo 2017

Da 8 anni le Ninfe di Di Prinzio giacciono nel degrado nel parcheggio delle Naiadi M5s solleva il caso e Marchegiani annuncia: mi decurterò il 20% dello stipendio

PESCARA. Per gli antichi romani, la damnatio memoriae era la pena più dura da infliggere a un nemico, perché cancellare le tracce di una persona significa condannarla per sempre all'oblio.

Una sciagura che sta subendo da otto anni la scultura in ceramica del maestro Giuseppe Di Prinzio, un tempo esposta sulla facciata del complesso sportivo Le Naiadi e oggi abbandonata tra le erbacce del parcheggio adiacente.

La risposta delle istituzioni è lapalissiana: con il Comune avviato sulla strada del riequilibrio finanziario pluriennale non ci sono fondi da destinare al recupero del patrimonio artistico cittadino.

La storia potrebbe concludersi con un nulla di fatto e con le solite critiche sollevate dalle opposizioni. Se non fosse che, proprio ieri mattina, l'assessore Paola Marchegiani si è messa di traverso, facendo appello al suo amore per l'arte e alle risorse personali, tirando fuori dal cilindro la soluzione per porre fine a una storia che non fa onore alla città.

«Non lascerò le Ninfe di Di Prinzio a marcire nel degrado, ma ho deciso di utilizzare una parte del mio stipendio per restaurare l'opera», ha rivelato al Centro l'assessore del Partito democratico che, tra le sue deleghe, oltre all'Igiene e al Decoro urbano, detiene anche quella alle Tradizioni cittadine.

«Ho già chiesto un preventivo all'Accademia di Belle Arti dell'Aquila e la cifra che mi è stata richiesta dal docente Giorgio Mori rientra nelle mie possibilità economiche», aggiunge.

E non è tutto. Grazie alla decurtazione del 20 per cento della propria retribuzione, Marchegiani annuncia l'intenzione di recuperare altri beni di pregio della città: in primis, la lapide in ricordo delle vittime dei bombardamenti del maggio 1917, posizionata sulla parete del Ferrhotel, lungo corso Vittorio Emanuele, seguita da un intervento di ripristino dell'illuminazione esterna del museo Cascella.

«Ho a cuore tutto ciò che riguarda Pescara», sottolinea Marchegiani, «non ho mai dimenticato la scultura del maestro Di Prinzio, che tra l'altro non è di proprietà del Comune, ma della Regione. Quando ero assessore al Patrimonio culturale, avevo chiesto l'intervento dell'Accademia di Belle Arti che, tuttavia, in questo momento non versa in buone condizioni economiche visto che per effetto della legge sul cratere sismico una parte degli studenti iscritti ha diritto al mancato pagamento delle tasse. Allora, per superare la questione ho voluto attivarmi donando una parte del mio stipendio».

In precedenza, come ricorda il consigliere comunale del Movimento 5 stelle Massimiliano Di Pillo, autore di un ordine del giorno votato favorevolmente in aula nel dicembre del 2015, Marchegiani aveva chiesto al governatore Luciano D'Alfonso di delegarla alla soluzione del problema e di intervenire personalmente «visto che la stessa opera, come il complesso delle piscine Le Naiadi, sono di proprietà della Regione Abruzzo».

Ancora prima, era stato l'ex presidente della Fondazione PescarAbruzzo, Nicola Mattoscio, a impegnarsi con l'allora amministrazione di centrodestra a restaurare l'altorilievo del maestro Di Prinzio, autore di opere identitarie come la fontana al centro di piazza Italia e il bassorilievo in piazza della Marina.

«Oltre i buoni propositi enunciati», rimarca il consigliere Di Pillo, «quello che oggi vediamo nel parcheggio delle Naiadi, è semplicemente un menefreghismo delle istituzioni rispetto non solo a un'opera, ma anche e soprattutto a quello che essa rappresenta. Lo smalto policromo che questo artista ha usato in tantissime opere disseminate per l'intera città di Pescara, ci regalano l'importanza degli studi e delle frequentazioni di alto livello dello stesso Di Prinzio».

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