La scuola che sforna bravi odontotecnici Mestiere di successo
Istituto professionale Di Marzio-Michetti: in 500 alla festa di un corso di formazione «che aiuta a trovare lavoro»
PESCARA. Cinquecento persone hanno partecipato alla terza edizione della "festa dell'odontotecnico" che si è tenuta ieri mattina, nell'aula magna dell'Ipsias (istituto professionale di Stato industria, artigianato e servizi) Di Marzio-Michetti, diretto dalla preside Daniela Massarotto. Quest'anno, la manifestazione è stata dedicata alla memoria di Giacomo Di Giandomenico, 17 anni, morto a causa di una malattia il 17 luglio 2015. Allo studente del quarto anno sarà intitolata un'aula nel prossimo futuro, ieri intanto è stato omaggiato con il concorso "Ricorda un amico" che ha premiato con una coppa le eccellenze della scuola di via Arapietra.
Presenti i genitori di Giacomo, una famiglia di odontotecnici di Chieti, Antonio Di Giandomenico e Moira Del Chiappa, la sorella Gloria, assaliti «da un turbine di emozioni» e ora, dopo il decesso prematuro del figlio, si chiedono:«Cosa possiamo fare noi per la scuola?». Il corso di odontotecnica conta attualmente circa 180 alunni, di cui oltre il 30 per cento di nazionalità straniera, dei Paesi dell'Est e africani, persone con disabilità. Negli anni Ottanta, gli studenti erano oltre 600. Un calo giustificato con la «saturazione del mercato», ma oggi questa disciplina segna una controtendenza. Luciano Alessandrini, responsabile del dipartimento di odontotecnica e organizzatore dell'evento, spiega che «questa professione si trova in fase di rilancio, anche grazie ai moderni sistemi informatici con i quali gli studenti vengono formati. Esistono opportunità di lavoro in tutta Italia e, tra le finalità di questa iniziativa, c'è quella di creare una sezione di ex allievi che possa essere in grado di portare all'interno della scuola tutta la professionalità di cui sono espressione all'estero e creare uno scambio sinergico tra scuola e mondo del lavoro. Inoltre stiamo lavorando alla realizzazione di un disegno di legge che porti a un riconoscimento dei crediti per i diplomati in odontotecnica (5 anni di studio) che vogliano iscriversi alle facoltà odontoiatriche nazionali».
Gianni Di Girolamo si è diplomato nel 1986, poi la laurea in Chirurgia odontostomatologica a Chieti, oggi è dirigente dei reparti di Odontoiatria negli ospedali di Pescara e Popoli. «In Abruzzo» osserva Di Girolamo «non abbiamo centri di riferimento che si occupino dei problemi odontoiatrici su persone con gravi disabilità, come l'autismo».
Manuela Rapani, 35 anni, ha conseguito il diploma nel 1999 e si è laureata a Chieti in Odontoiatria, poi ha frequentato l'Ecole de Medicine Dentaire di Ginevra per tre anni. Oggi lavora come odontoiatra nello studio del papà dentista a Chieti, Carmine Rapani.
Il suo grazie va ai prof Luciano Alessandrini e Domenico D'Andragora: «Il loro rigore e la formazione culturale che mi ha dato la Di Marzio, mi hanno aiutato a superare tutti gli esami universitari senza difficoltà». Un altro ex allievo, diplomato nel 1984, è Gabriele Barbarossa, oggi a capo dell'Antlo, associazione nazionale titolari di laboratori, il quale sottolinea l'importanza di «favorire il ricambio generazionale» e lancia un appello alle iscrizioni: «Attualmente ci sono pochi odontotecnici a fronte di una grande richiesta».
Tra i relatori, anche Vincenzo De Cicco, consulente del dipartimento di Fisiologia dell'università di Pisa. Al convegno hanno partecipato i rappresentanti degli istituti scolastici di Milano, Matelica, Foggia, Bari, San Benedetto, Taranto e Faenza.
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