La scuola dice no alla regionalizzazione

16 Maggio 2019

I sindacati raccolgono le firme per opporsi all’autonomia differenziata: «Per noi sarebbe un disastro»

PESCARA . Una raccolta di firme promossa da sei sigle sindacali per dire no alla regionalizzazione della scuola. L’iniziativa è partita ufficialmente ieri nel corso delle assemblee che si sono svolte in contemporanea nei quattro capoluoghi di provincia, promosse da Cisl Scuola Abruzzo-Molise, Flc Cgil, Uil Scuola Rua, Snals, Confsal e Fgu. La raccolta firma coincide anche con la mobilitazione indetta contro il disegno di regionalizzazione della scuola. I sindacati del settore hanno incontrato il personale della scuola della regione Abruzzo per spiegare le implicazioni dei progetti di autonomia differenziata avanzati inizialmente da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, ma in seguito anche da Piemonte, Liguria, Toscana e Umbria. «La scuola abruzzese», dice Davide Desiati (Cisl Scuola), «non può assolutamente permettersi una regionalizzazione dell’istruzione. Il personale della scuola è assolutamente contrario alle ipotesi di autonomia differenziata avanzate. È in corso una raccolta firme in cui già migliaia di abruzzesi invitano il Governo nazionale e il Governo regionale a contrastare in tutti i modi le ipotesi di regionalizzazione. Lontani dall’avere una situazione ottimale nelle nostre scuole, lontani dall’aver definito dei livelli essenziali di prestazione, lontani dal garantire il diritto allo studio in scuole sicure, lontani dalla valorizzazione del personale docente ed Ata anche attraverso una retribuzione adeguata e vicino alla media europea delle retribuzioni, lontani dall’aver risolto il precariato nella scuola, non è accettabile ipotizzare che il personale della scuola da statale diventi regionale, che, anziché avere un sistema nazionale d’istruzione, si possano avere sistemi regionali diversi». La Cisl Scuola Abruzzo Molise, insieme agli altri sindacati di categoria, chiederà ai parlamentari eletti in Abruzzo e al governo regionale «di contrastare lo smembramento del sistema nazionale di istruzione, lo smantellamento dell’unitarietà dell’ordinamento statale e dei curricoli». Le firme raccolte verranno consegnate il 4 giugno al Governo nazionale e in copia ad ogni singolo parlamentare eletto in Abruzzo, alla giunta regionale abruzzese e ad ogni consigliere regionale..