La scuola in lutto È morto Coletti l’ex provveditore
PESCARA. Il mondo della scuola è in lutto perché a lasciarlo è stato un uomo che alla scuola aveva dato tutto. Si terranno oggi pomeriggio, con inizio fissato alle 15,30, nella chiesa di san Pietro...
PESCARA. Il mondo della scuola è in lutto perché a lasciarlo è stato un uomo che alla scuola aveva dato tutto. Si terranno oggi pomeriggio, con inizio fissato alle 15,30, nella chiesa di san Pietro apostolo (la chiesa del Mare), i funerali di Carlo Coletti, scomparso a 84 anni. La morte è sopraggiunta quando era ricoverato nella casa di cura Pierangeli.
Coletti, laureato in giurisprudenza, è stato provveditore agli Studi sia a Pescara sia a Chieti, per molti anni, anche se la maggior parte del tempo ha ricoperto la carica a Pescara, essendo rimasto a Chieti per circa quattro anni, mentre al vertice del provveditorato pescarese ha passato gran parte della carriera che si è snodata negli anni Settanta, Ottanta e parte dei Novanta, fino a quando non è andato in pensione.
Non è dunque difficile immaginare che saranno centinaia gli studenti e i docenti a ricordarlo. Una carica da provveditore che Coletti ha ricoperto, dopo aver passato un breve periodo, all’inizio della sua carriera, al ministero della Pubblica istruzione.
Coletti, il quale era originario di Pietranico, come ha ricordato ieri uno dei due figli, Massimo, «amava molto la città di Pescara, la sentiva come la città propria. Tanto che quando ancora non era stato assegnato a Pescara nella sua veste di provveditore agli Studi, mio padre chiese di essere trasferito a Pescara».
E i ricordi di bambino, nella mente di Massimo, ritornano agli anni dell’infanzia e dell’adolescenza.
«A mio padre piaceva giocare a tennis», ha rammentato Massimo, «e quando ero piccolo giocavamo insieme con le racchette. Poi», affonda nei ricordi il figlio Massimo nel descrivere la figura del padre, «il mio papà era una persona dotata di una grande dirittura morale, sempre rispettosa delle norme civili e del prossimo. Era questo uno dei tratti fondamentali del suo carattere».
Il provveditore Coletti, in pensione, come ha ricordato Massimo, da circa una ventina d’anni, lascia Massimo, l’altro figlio Donatello, la moglie Emanuela Di Gioia, e sei nipoti, in qualità di nonno e zio. (VdL)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

