La scuola incompiuta di Montesilvano: chiesti due milioni

MONTESILVANO. La scuola di legno di Villa Carmine potrebbe presto vedere la luce. Lo scheletro di via Migliorino Di Pietro, abbandonato da anni alle intemperie e parzialmente deteriorato, è tornato...
MONTESILVANO. La scuola di legno di Villa Carmine potrebbe presto vedere la luce. Lo scheletro di via Migliorino Di Pietro, abbandonato da anni alle intemperie e parzialmente deteriorato, è tornato al centro dei progetti dell’amministrazione comunale. Il progetto da circa due milioni e mezzo di euro è approdato sui tavoli del ministero dell’Istruzione al quale il Comune ha deciso di rivolgersi per completare un’opera pubblica a lungo attesa da uno dei quartieri più popolosi della città. E questa non è l’unica novità che riguarda una delle incompiute più longeve di Montesilvano. È previsto a giugno, infatti, il verdetto sul contenzioso tra l’ente e l’associazione di imprese che avrebbe dovuto realizzare le due scuole (oltre a quella di via Di Pietro, anche quella di via Inghilterra). Era il 27 luglio 2011 quando l’amministrazione Cordoma e il Cme (Consorzio imprenditori edili), in qualità di capogruppo dell’associazione temporanea di imprese (Ati) costituita con la Metron srl e l’Ing Lease Italia spa, sottoscrissero un contratto di leasing in costruendo per le due scuole di legno. Gli accordi prevedevano che l’Ati realizzasse le due scuole, da due milioni di euro ognuna, per poi essere rimborsata dal Comune, una volta terminate le opere, con canoni di affitto periodici. Dopo l’avvio del cantiere, però, nel 2012 l’amministrazione Di Mattia presentò alla ditta delle richieste di variante dei progetti per rendere più funzionali le scuole. La caduta dell’amministrazione Di Mattia e la mancata disponibilità economica da parte del Comune di sborsare 400 mila euro annui hanno bloccato la ripresa dei lavori e sollevato le rimostranze dell’Ati che, dopo aver rifiutato un accordo bonario da 600 mila euro, ha portato la questione davanti ai giudici.
Indipendentemente dal contenzioso, da giugno dunque, il Comune tornerà in possesso delle aree di via Di Pietro e via Inghilterra ed è proprio alla luce di questa novità che l’Ente ha deciso di bussare alla porta del Ministero partecipando a un bando in scadenza lo scorso 21 maggio.
Dopo aver apportato degli adeguamenti al progetto originario, l’amministrazione lo ha presentato per ottenere un finanziamento da 2 milioni e 420mila euro. (a.l.)

