La scuola si prepara per scendere in piazza

8 Ottobre 2020

Mercoledì prossimo la mobilitazione anche in Abruzzo con presìdi e flash mob davanti alle prefetture

L’AQUILA. Una mobilitazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori precari della scuola mercoledì prossimo, 14 ottobre, nel pomeriggio, davanti alle prefetture con presìdi, flash mob e iniziative che avverranno nel pieno rispetto delle misure di distanziamento.
Lo annunciano Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams dopo la decisione del governo di avviare, in un contesto di emergenza sanitaria, lo svolgimento delle prove del concorso straordinario e, a seguire, altri due maxi concorsi. La protesta interesserà anche l’Abruzzo, anche se ancora non è chiaro se i presìdi si svolgeranno in tutti e quattro i capoluoghi di provincia o solo in alcuni di essi. I concorsi di cui parlano i sindacati sono tre. Il primo, che inizierà il 22 ottobre e durerà fino a metà novembre, è quello straordinario per titoli ed esami per immissione in ruolo di insegnanti per la scuola secondaria di primo e secondo grado (medie e superiori). Per 32mila posti messi a bando a livello nazionale, sono state presentate oltre 64mila domande (dati Miur). Per questa prova, in Abruzzo i posti disponibili sono 288 (lo 0,8% del totale) e le domande presentate 1340 (il 2,1% del totale nazionale).
Ma il concorso straordinario è solo il primo step di un più ampio piano di assunzioni a tempo indeterminato elaborato dal governo. Gli altri due sono il concorso ordinario per la scuola primaria e dell’infanzia e quello ordinario per le medie e le superiori. Il ministero dell’Istruzione ha condotto un’indagine per rilevare il numero effettivo di candidature ricevute per tutti e tre i concorsi. Sono arrivate 76mila domande per il concorso ordinario infanzia e primaria e 430mila domande per i concorsi per secondaria di primo e secondo grado (di cui, come detto, 64mila sono quelle del concorso straordinario). In Abruzzo le istanze inoltrate per i concorsi ordinari sono 3.493 per infanzia e primaria e 9.647 per medie e superiori, per un totale di 14.480 aspiranti insegnanti.
«Questi concorsi», affermano i segretari generali dei cinque sindacati promotori della mobilitazione, «non produrranno alcun effetto immediato in termini di assunzioni, mentre esporranno la scuola e il personale coinvolto a un possibile aumento dei contagi e al rischio che molti precari, trovandosi eventualmente in situazione di contagio o di quarantena come effetto del lavoro che svolgono, siano esclusi dalla partecipazione al concorso». «Ormai», affermano i sindacati, «da mesi viviamo una condizione di assenza generale di disponibilità al confronto da parte del ministero rispetto alle parti sociali, con il risultato che sul fronte delle assunzioni si è registrato un vero fallimento delle misure annunciate, con circa 24 mila posti assegnati a fronte degli 84 mila previsti. Per quanto riguarda le supplenze, continuano i disagi determinati dai ritardi e dagli errori nelle graduatorie. Oggi il lavoro nelle scuole poggia sul 30% di organico occupato da lavoratrici e lavoratori precari rispetto ai quali si è abusato del ricorso al contratto a termine senza mai offrire loro alcuna possibilità di abilitazione o di stabilizzazione». (ro.ciu.)
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