«La sede della scuola Giardini si decida con un referendum»

31 Marzo 2018

PENNE. Il dibattito politico sul futuro dell’istituto comprensivo Mario Giardini, di Penne, torna a riaccendersi. Dopo che il Comune di Penne ha avviato l’iter per la rescissione del contratto di...

PENNE. Il dibattito politico sul futuro dell’istituto comprensivo Mario Giardini, di Penne, torna a riaccendersi. Dopo che il Comune di Penne ha avviato l’iter per la rescissione del contratto di disponibilità con la società Corbo Group, a seguito del certificato interdittivo antimafia che la prefettura di Caserta ha disposto per la società che si era aggiudicata l’appalto, il gruppo vestino di Liberi e uguali ha invitato l’amministrazione ad ascoltare la volontà dei cittadini attraverso un referendum.
«L’assessore Campitelli ha detto che la nuova scuola Mario Giardini si farà, ma non in Via dei Lanaioli e soprattutto non con fondi comunali», sostiene Luca Rossi di Liberi e uguali, «noi gli chiediamo di non commettere lo stesso errore della precedente giunta, ossia di prendere tutte le decisioni nelle segrete stanze e comunicarle alla città solo dopo averle assunte. Chiediamo al sindaco Semproni e a tutta la giunta di rendere partecipi le famiglie degli alunni e l’intera cittadinanza del processo decisionale, a cominciare dall’ubicazione della nuova struttura e dalla possibilità di ricostruirla nell’attuale posizione. Se l’intenzione è quella di voler rilanciare il centro storico, spostare la struttura fuori dal centro non rappresenta certamente la giusta soluzione».
«Una scelta condivisa», aggiunge, «potrebbe passare attraverso un referendum consultivo. Dopo aver scoperto tutte le carte, che l’assessore sembra per ora non voler mostrare, si rimetta nelle mani dei cittadini una decisione che influenzerà la collettività nei prossimi anni». (f.bel.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.