«La sede per il Da Vinci? Gli uffici di piazza Grue»

19 Dicembre 2016

PESCARA. «Per quanto tempo ancora i nostri figli dovranno rimanere al classico? Se il D'Annunzio diventa liceo scientifico per loro non ci sarà più posto? La Provincia mantenga la promessa, fatta ad...

PESCARA. «Per quanto tempo ancora i nostri figli dovranno rimanere al classico? Se il D'Annunzio diventa liceo scientifico per loro non ci sarà più posto? La Provincia mantenga la promessa, fatta ad ottobre, di destinare la succursale dello scientifico Da Vinci nell'ex scuola di piazza Grue. Ma ci andrebbe bene qualunque altra struttura a Porta Nuova che possa accogliere gli studenti provenienti da fuori città». Terminate, due mesi fa, le mobilitazioni dei 230 studenti dello scientifico dei Colli, diretto da Giuliano Bocchia, ospiti del liceo D'Annunzio dall'inizio dell'anno scolastico, ora sono i genitori ad andare all'attacco. E dopo aver protestato in piazza accanto ai figli, tornano a chiedere con forza al presidente della Provincia Antonio Di Marco di trovare una sede idonea per la succursale del Da Vinci sfrattata lo scorso anno da via Vespucci a seguito di affitti esosi (si parla di 12mila euro mese) che l'ente provinciale non è più in grado di onorare a causa della mancanza di finanziamenti.

Intanto domattina, nella sede regionale di viale Bovio, un incontro al vertice, tra rappresentanti provinciali, regionali e sindacati della scuola, deciderà il destino, nascita o bocciatura, del quarto (dopo Da Vinci, Galilei e Volta) liceo scientifico pescarese. Il verdetto ufficiale arriverà però a seguito di discussione e delibera di giunta regionale, dunque non nell'immediato.

Maria Teresa Rotondo, mamma di uno studente della seconda O del Da Vinci al classico, residente a Porta Nuova, ringrazia la preside del D'Annunzio Donatella D'Amico per l'ospitalità, ma fa sapere di non gradire la proposta di un liceo scientifico nel classico, per le seguenti ragioni: «L'ipotesi di trasferire i nostri studenti nell'ex scuola di piazza Grue sembra tramontata, nessuno ne parla più. Eppure Di Marco, l'aveva messo nero su bianco a ottobre, che si sarebbe attivato in tal senso. Prima di pensare a nuovi progetti, forse è il caso di risolvere le vecchie questioni. Piazza Grue o un'altra sede, purchè sia a Porta Nuova, per facilitare gli studenti che arrivano da Francavilla e zone limitrofe».

In realtà, a seguito delle pressioni degli studenti, Di Marco si attivò immediatamente due mesi fa e convocò un incontro con il Comune, proprietario dei locali di piazza Grue occupati al primo piano da un centro sociale per anziani che rischierebbe il trasferimento al pianterreno, dove si trova attualmente l'Ufficio anagrafe, qualora si dovesse decidere lo spostamento del Da Vinci, desiderato anche dal preside Bocchia. Ma l'ipotesi piazza Grue svanì sul nascere perché non c'erano e non ci sono soldi per ristrutturare l'edificio. Secondo una stima del Comune occorrerebbero 70mila euro per la messa a norma, anche antisismica, della struttura. «Fondi», ribadisce Di Marco, «che non abbiamo noi e non ha il Comune». Quindi il Da Vinci rimane al classico? «Di sicuro fino alla fine dell'anno». E se la Regione dovesse dare l'ok al liceo scientifico del classico? La preside chiarisce che non accadrebbe nulla ugualmente, tutto rimarrebbe immutato, «perché lo scientifico inizierebbe con le prime classi e le iscrizioni cominciano a febbraio 2017, in ogni caso il Da Vinci concluderebbe l'anno». Non solo. La D'Amico rimarca un passaggio importante: «In questo progetto non sono coinvolti gli altri licei scientifici. Il D'Annunzio avrà il suo liceo scientifico e diventerà un polo liceale». I sindacati della scuola, Uil scuola, Flc Cgil, Snals e Cisl scuola, si sono già messi di traverso: «Il territorio non ha bisogno di un altro liceo scientifico. Se ogni dirigente decidesse di crearsi un altro indirizzo per colmare il vuoto della perdita di iscritti, sarebbe il caos nelle scuole».

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