La sfida dei seimila al gasdotto Snam

22 Aprile 2018

Tra i manifestanti anche il vescovo Fusco che fa suonare le campane Tanti i sindaci del comprensorio e i rappresentanti istituzionali in piazza

INVIATA A SULMONA. In migliaia hanno attraversato la città per ribadire, per l’ennesima volta, il no alla centrale e al metanodotto della Snam. Seimila le persone, ma per gli organizzatori molte di più, che per tre ore hanno inondato le strade della città “armate” di cartelli, striscioni e bandiere, per poi chiudere la manifestazione a piazza Garibaldi dove il loro arrivo è stato accolto dai rintocchi a festa delle campane di San Francesco della Scarpa. Così ha voluto monsignor Michele Fusco, che ha sfilato accanto ai manifestanti arrivati da tutto l’Abruzzo e da diverse altre regioni italiane, da quei territori da tempo in prima linea nelle battaglie ambientaliste. Con il vescovo anche alcuni sacerdoti e un gruppetto di suore a testimoniare «la condivisione della Chiesa con le ragioni della protesta». Quattrocento le adesioni alla manifestazione, tra comitati, associazioni, sindacati, partiti e istituzioni. Tanti i sindaci presenti e accanto a loro anche diversi parlamentari abruzzesi, esponenti della Regione, con in testa il vicepresidente Giovanni Lolli, il sottosegretario Mario Mazzocca e il presidente del consiglio Giuseppe Di Pangrazio, nonché il presidente della Provincia Angelo Caruso. A far gli “onori di casa” il sindaco di Sulmona Annamaria Casini, in questi giorni alle prese con una nuova crisi politica al Comune, che ha parlato di una «battaglia di civiltà». Vistosa, invece, l’assenza proprio del gonfalone della città di Sulmona che alcuni consiglieri comunali hanno imputato forse al fatto di non poter disporre di vigili urbani perché tutti impegnati, in un modo o nell’altro, con la manifestazione. In realtà solo L’Aquila, Navelli e Frisa hanno inviato i loro gonfaloni al corteo, tra l’altro quasi nascosti dallo sventolio delle bandiere di ogni forma e colore.
Un lungo serpentone, che, partito da viale Togliatti, ha attraversato poi tutto il centro storico. E ad attendere i manifestanti lungo il corso, anche gruppi di bambini anche loro con tanto di cartelli anti Snam. Tre ore di “cammino” al suono dei tamburi, dei sax e degli organetti. E poi i fumogeni colorati e i tanti slogan urlati lungo tutto il percorso. «La Valle Peligna combatte e non si arrende». E ancora: «Se la centrale Snam fa bene al territorio dovete costruirla a Montecitorio».
E non è mancato il caloroso saluto del corteo a Mario Pizzola, protagonista di tante battaglie ambientaliste e anti Snam, ieri assente per problemi di salute. Una manifestazione che punta a riaprire la partita contro le decisioni assunte dal governo Gentiloni, a mandato già scaduto, così come hanno via via sottolineato tutti i rappresentanti dei comitati e delle istituzioni. A cominciare da Lolli e Mazzocca che hanno bollato il progetto Snam come «una vera follia». A piazza Garibaldi altri slogan e applausi per tutti, a cominciare da Augusto De Sanctis, del coordinamento “No hub del gas” che ha parlato di partecipazione straordinaria. Unico neo della giornata le scritte comparse sulle facciate di alcuni palazzi in centro. Un ragazzo campano, sospettato di essere l’autore di quelle scritte, si è rifiutato di fornire le sue generalità alle forze dell’ordine, in assetto anti sommossa, contro le quali sono partiti anche degli insulti. Ci sono stati momenti di tensione, ma la situazione è tornata subito sotto controllo. Un episodio dal quale gli organizzatori della manifestazione si sono prontamente dissociati.
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