La sfida di Berlusconi a Salvini

«La guida deve andare a Forza Italia. E guarderemo all’Europa»
ROMA. Dovrà essere Forza Italia a guidare la «battaglia» che «un centrodestra unito e plurale» condurrà alle elezioni del 2018, su un programma moderato che «guarda all'Europa» e al Ppe. A rilanciare la leadership, propria e di FI, è Silvio Berlusconi che rintuzza così la sfida di Matteo Salvini senza però sciogliere del tutto il nodo sulla posizione da tenere sulla legge elettorale in vista del vertice di martedì prossimo tra i capigruppo di FI, Lega e Fdi, chiamati a cercare di giungere ad una posizione comune.
«Nei prossimi mesi - ha scritto Berlusconi in un messaggio agli azzurri dell'Emilia Romagna - ci attende una battaglia durissima. FI ha il compito di guidarla, per tornare a governare, nel solco delle idee del Ppe, con i nostri programmi liberali fondati sui nostri valori cristiani». Parole che non hanno fatto piacere a Matteo Salvini, che già nei giorni scorsi aveva attaccato il Ppe «schiavo della Merkel», e Giorgia Meloni. Poi, in un messaggio alla Festa del quotidiano l'Opinione, Berlusconi ha rincarato la dose. Dopo aver illustrato il programma liberale di Fi, ha detto: «E' con queste idee e con questo programma che il centrodestra può vincere le elezioni, ma soprattutto può governare l'Italia per cinque anni ed affrontare davvero in modo serio e credibile i problemi degli italiani». Insomma con il radicalismo sovranista non si vince e soprattutto non si governa.
Quindi il centrodestra che delinea l'ex Cavaliere «guarda all'Europa, sapendo che è importante farne parte, in modo autorevole, anche per riuscire a cambiare un modello europeo che ha fallito molti dei suoi compiti». Ed è per questo che «siamo orgogliosamente parte della grande famiglia dei Popolari Europei». A Lega e Fdi si concede però una cosa: «in questo centrodestra liberale ovviamente le ragioni degli elettori della destra avranno come sempre spazio e dignità».
Un’ultima stoccata a Salvini e alla sua sfida per la leadership: il centrodestra per vincere «dovrà dimostrare di essere al servizio dei cittadini delusi dalla politica, e non delle strategie personali o di partito di qualcuno». Martedì ci sarà un decisivo incontro tra i capigruppo sulla legge elettorale. FI insiste sul proporzionale, che lascia più margini di manovra dopo le elezioni, mentre Lega e Fdi hanno rilanciato il maggioritario che favorisce la formazione di una coalizione prima delle urne.

