La sfida di Rachele alla Cronoscalata per battere la fibrosi
Popoli. La pilota di 22 anni domani partecipa alla storica gara per raccogliere fondi destinati alla ricerca: è l’unica speranza
POPOLI. Tra le foto che meglio la ritraggono nel suo atteggiamento gioviale, c’è quella dov’è ritratta affacciata dalla portiera di un bolide da corsa con le due dita alzate in gesto di vittoria e uno smagliante sorriso, segno distintivo della sua identità.
La sua missione nella vita è quella di agguantare una vittoria. Ma certamente non le basta affermarsi nella gara della Cronoscalata di Popoli che andrà in scena domani e domenica, o nelle altre del campionato Velocità Montagna al quale quest’anno ha deciso di partecipare. La 22enne Rachele Somaschini vuole vincere una sfida sulla quale investe ancora più energie, quella contro la fibrosi cistica, una malattia genetica ancora oggi inguaribile.
La città di Capo Pescara e l’appuntamento competitivo delle Svolte, quest’anno alla 54esima edizione, con la presenza di Rachele diventano così veicolo di solidarietà e occasione per l’allestimento di una speciale postazione per la sensibilizzazione e la raccolta fondi.
A fronte di una pur piccola offerta, dal banchetto sarà rilasciato un gadget a testimonianza dell’adesione all’iniziativa “A bordo con Rachele- #CorrerePerUnRespiro” da lei stessa ideata in collaborazione con la delegazione Ffc di Milano e il team Elite MotorSport, a sostegno dell’attività di ricerca scientifica promossa dalla fondazione Ricerca fibrosi cistica (Ffc Onlus), la sola a poter dare risposte di cura avanzate e risolutive per la malattia che colpisce oltre 7mila italiani e interessa 2 milioni e mezzo di portatori sani, una persona ogni 25. Circa una coppia su 600 è composta da due portatori che a ogni gravidanza hanno il 25 per cento di probabilità di avere un bambino affetto da fibrosi cistica.
Domani avvicinarsi alla postazione di Rachele, dopo aver bene osservato le sue performances a bordo dell’auto con cui corre, una Mini John Cooper Works, è importante tenere a mente questi numeri e pensare che la fibrosi cistica, che fino a pochi decenni fa non consentiva di andare oltre i 20 anni di vita, oggi, in virtù della ricerca scientifica finanziata da progetti della Ffc con iniziative come quella di Rachele, garantisce un’aspettativa di vita di circa 40 anni. Il ricavato contribuirà all’adozione di un progetto di ricerca coordinato da Anna Tamanini del laboratorio di Patologia molecolare dell’azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona.
«Per molti anni», racconta la pilota, «non sono riuscita a parlare della mia malattia, difficile da spiegare e da accettare. Nascondersi però non serviva, dovevo fare qualcosa di concreto anche per i molti ragazzi aiutando la ricerca, l’unica realtà che può darci speranza di guarigione».
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