La Sids, la sindrome che colpisce i lattanti nel sonno

PESCARA. In assenza di segni esterni, non ci sono cause, al momento, che possano spiegare la morte improvvisa del piccolo Oscar, bimbo paffuto e dagli occhi vispi ben più grande dei suoi quattro mesi...
PESCARA. In assenza di segni esterni, non ci sono cause, al momento, che possano spiegare la morte improvvisa del piccolo Oscar, bimbo paffuto e dagli occhi vispi ben più grande dei suoi quattro mesi e mezzo di età. Per questo in attesa delle risultanze dell’autopsia si ipotizza anche che il piccolo possa essere stato vittima della rara sindrome della morte in culla, o sudden infant death syndrome (Sids) che colpisce i bambini tra un mese e un anno di età. La definizione Sids, che non corrisponde a una precisa patologia, si applica, secondo l’American Academy of Pediatrics e la Società Italiana di Pediatria, quando si possono escludere (previa autopsia e analisi accurate dello stato di salute del bambino e delle circostanze della sua morte), tutte le altre cause per spiegare il decesso del neonato, da malformazioni a eventi dolosi.
Non è stata ancora definita con sicurezza una specifica causa medica in grado di spiegare la Sids ma, secondo quanto riferisce la letteratura medica, ci sono una serie di comportamenti e di fattori di rischio che possono incidere significativamente sulla probabilità che la Sids si verifichi.
Secondo quanto riportato da studi americani, la ragione della Sids potrebbe risiedere in anomalie nella zona cerebrale che controlla i ritmi del sonno e della veglia.
Per questo, diversi centri di ricerca propongono un modello di triplo rischio per spiegare la catena di eventi che portano alla Sids. In primo luogo, il bambino apparentemente sano e normale, soffre in realtà di una piccola anomalia nel sistema di regolazione dei ritmi cardiaci, respiratori o generali del proprio organismo. Si verificano poi nei primi mesi di vita cambiamenti nei ritmi del sonno, in quelli respiratori e/o cardiaci, nella pressione o nella temperatura corporea. Infine, eventi esterni, come il fatto di dormire in posiziona prona, l’esposizione a fumo passivo e piccole infezioni respiratorie, si aggiungono e aggravano la situazione, inducendo la Sids e quindi la morte del bambino. Secondo questo modello, si può parlare di Sids solo se i tre fattori sono compresenti.
Non essendo possibile individuare i bambini a maggior rischio di Sids, la Società italiana di pediatra raccomanda ai genitori di: far dormire i bambini sulla schiena, in posizione supina; non fumare durante la gravidanza e dopo la nascita del bambino; coprire il bambino con coperte che rimangano ben rimboccate e che non si spostino durante il sonno, coprendo il viso e la testa del neonato; non utilizzare cuscini soffici, o altri materiali che possano soffocare il bambino durante il sonno; allattare al seno il bambino nei primi sei mesi di vita (è stato dimostrato che una immunizzazione corretta riduce il rischio di Sids); far dormire il bambino in un ambiente a temperatura adeguata, né eccessivamente caldo né troppo freddo, e con sufficiente ricambio di ossigeno; limitare la co-presenza del bambino nel letto con altre persone durante il sonno.
Casi di Sids si sono verificati per soffocamento del bambino da parte della madre o del padre durante il sonno.
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