La sinistra pescarese piange Giuseppe Nardinocchi

Uno dei più noti dirigenti politici è scomparso a 76 anni. Camera ardente in ospedale. Sarà cremato
PESCARA. Era ricoverato da qualche giorno all'ospedale civile, dopo che in febbraio aveva cominciato ad avvertire alcuni dolori, fino alla scomparsa avvenuta ieri. Se n'è andato così uno dei più noti dirigenti politici della sinistra pescarese, Giuseppe Nardinocchi, il quale avrebbe compiuti 77 anni il prossimo 19 marzo (ecco anche il motivo del suo nome, Giuseppe). Nardinocchi, che nella sua carriera politica ha seguito tutta l'evoluzione del Pci, fino ai Ds, e dunque senza aderire al Pd.
Professionalmente ha trascorso una vita alla Cassa di risparmio di Pescara, la Caripe, in qualità di ragioniere, come responsabile del servizio tesoreria. Inoltre, Nardinocchi, che con la sua morte lascia, dopo 42 anni di matrimonio, la moglie Ginevra, oltre al figlio Raul, è stato segretario, nei primi anni '70, della sezione Curiel del Pci, in viale Bovio, per poi divenire dirigente e segretario, negli anni '80, della sezione Zanni (poi diventata Berlinguer), nel quartiere omonimo. In più, Nardinocchi, tra gli incarichi di partito, è stato anche tesoriere provinciale del Pci-Pds-Ds, per poi divenire, nel quinquennio 1980-85, ai tempi di Alberto Casalini sindaco, consigliere comunale nelle file del Pci. Un periodo nel quale si fece molto apprezzare, anche dall'opposizione politica, per le sue analisi sul bilancio comunale, una capacità che gli derivava dalla sua esperienza lavorativa. In più, prima di scendere in politica, Nardinocchi è stato anche sindacalista, per la Cgil, alla Caripe.
E sono stati tanti, ieri, alla notizia della scomparsa, gli amici e i politici che l'hanno voluto ricordare. A partire dal sindaco, Marco Alessandrini. «Con la scomparsa di Giuseppe Nardinocchi», ha scritto in una nota il primo cittadino, «la sinistra pescarese perde uno dei suoi più puntuali riferimenti sul territorio. Non ho avuto occasione di incrociare la sua lunghissima militanza nel partito, ma so che è sempre rimasta una voce distinta e forte nella sinistra che parte dal basso, quella vicina alla periferia». Per il presidente del consiglio comunale, invece, Antonio Blasioli, «Giuseppe aveva tante passioni, dentro il partito era quello che si chiama "compagno", un punto di riferimento solido, preciso, rigoroso su tutto». Ma dei pensieri sono arrivati anche da Tommaso Di Febo, coordinatore di Sel Abruzzo, per il quale Nardinocchi «si è contraddistinto per le battaglie a difesa delle fasce più deboli e per la giustizia sociale», e dal segretario cittadino del Pd, Francesca Ciafardini, che ha sottolineato come Nardinocchi fu «una delle prime persone che incontrai quando cominciai a seguire la politica da vicino». Un pensiero è arrivato anche da Camillo D'Angelo, ex vice sindaco, nonché ex segretario Pci della sezione Berlinguer. «Nardinocchi era una persona capace e molto impegnata nel Pci». Nardinocchi verrà cremato, mentre la camera ardente rimarrà aperta, all'ospedale civile, fino alle 16 di oggi.
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