«La solidarietà? Regalare pozzi all’Africa»

27 Dicembre 2023

L’iniziativa di un gruppo di imprenditori pescaresi che ha inaugurato la prima opera in Camerun: ma non ci fermiamo

PESCARA. Portare l’acqua lì dove ancora non c’è. Cambiare la vita a migliaia di persone e giungere al fine ultimo, salvare coloro che proprio per la mancanza di un bene così prezioso la vita la perdono. “Cento per Cento”, il progetto di solidarietà creato quasi due anni fa da un gruppo di imprenditori, è partito da una domanda che si sono posti a un pranzo tra amici. Stefano Supplizi, Giorgio Francini, Antonio Palmarini, Cristina Pavone, Rossella Vlahov, tutti della provincia di Pescara, insieme ai romani Gianluca Giansante e Gabriele Mazzi hanno voluto darsi da fare per «generare un impatto globale», spiega Supplizi.
«Abbiamo tutti circa 45 anni, che più o meno è la metà dell’aspettativa di vita di oggi. Ci siamo chiesti quale fosse il senso della seconda fase della nostra vita. Non poteva essere tutto racchiuso nel fare impresa, comprare, spendere e così via». Inizia per il gruppo di imprenditori una ricerca tra i problemi che affliggono la società di oggi. «Abbiamo realizzato che nel 2022 nel mondo c'erano 786 milioni di persone che non avevano accesso all’acqua. Oggi sono 703 milioni e il numero si è abbassato anche grazie a noi». Con studi di fattibilità alla mano e convinti che avevano scelto una sfida «non solo da poter affrontare, ma che potevamo vincere», dice sicuro Supplizi, nel febbraio 2022 si sono costituiti in associazione e hanno cominciato a trovare in giro per il mondo dei contatti per creare una rete. «Abbiamo scoperto che esistono dei pozzi a basso costo, che con un investimento da 1.800 euro possono cambiare la vita di migliaia di persone. Per i pozzi solari servono tra i 5 e 12 mila euro».
In meno di un anno di attività l’associazione è riuscita a costruire un pozzo di acqua potabile in Camerun, nella provincia di Yagoua, inaugurato a novembre scorso. «È un pozzo che serve più di mille persone, calcolando che ogni anno muoiono più di 800 mila persone a causa di problemi legati all’acqua, vuol dire che in un anno, siamo riusciti a salvare almeno una vita». Fondamentale è stato il contatto con padre Antonino Melis, che vive da anni in Africa. «Oltre a essere una persona affidabile è stato il trait d’union tra noi e la comunità. Ci ha fornito il rapporto con le strutture e con l’azienda che ha realizzato l’opera. Abbiamo raccolto le donazioni e abbiamo bonificato la cifra. Abbiamo chiamato il progetto “Cento per Cento” perché il nostro claim è che il cento per cento delle donazioni viene usato per pagare la costruzione del pozzo in oggetto. Non c’è dispersione per costi amministrativi e burocratici», specifica il presidente dell’associazione. «Abbiamo fatto una scelta drastica, per cui tutto quello che c’è da pagare, lo copriamo noi fondatori, le donazioni servono totalmente per la realizzazione dei progetti».
Tutte le donazioni arrivano per lo più dalle imprese abruzzesi con cui i promotori del progetto avevano rapporti, più qualche privato. «Il 2024 sarà l’anno di pozzi societari, vale a dire arrivare a costruire un pozzo con le donazioni di una, massimo due aziende». A gennaio l’associazione diventerà fondazione e per il 2024 è già all’opera per realizzare dei pozzi in Madagascar. «L’obiettivo è di raccogliere 100mila euro per costruire almeno 15-20 pozzi», anticipa il presidente, «per cambiare la vita a 40-50 mila persone e salvarla a 50».