La Soprintendenza: ambientalisti, quegli alberi vanno abbattuti

Un tecnico dell’ente replica alle associazioni sul piede di guerra per l’eliminazione di alcuni pini E la maggioranza boccia l’ordine del giorno del centrosinistra che chiedeva di sospendere i lavori
PESCARA. Il taglio dei pini è previsto nel progetto di riqualificazione e restauro del Circolo canottieri. E l’operazione è stata autorizzata. È questo in sintesi ciò che è emerso ieri, dall’intervento del rappresentante della Soprintendenza alle belle arti e al paesaggio d’Abruzzo, l’architetto Aldo Pezzi, in consiglio comunale. Intervento, per la verità, a sorpresa perché non era stato previsto. Ma il rappresentante della Soprintendenza, in mattina, si trovava in Comune per altri motivi ed è stato convocato in aula per fare chiarezza su questa vicenda, dopo le proteste degli ambientalisti scoppiate giovedì scorso quando la ditta incaricata del restauro del Circolo canottieri ha cominciato a tagliare alcuni pini. Domenica scorsa Italia nostra e Archeoclub hanno persino scritto una lettera al ministro della Cultura Sangiuliano per chiedere di intervenire.
Pezzi, che è il responsabile del procedimento, ha spiegato che l’abbattimento degli alberi è previsto dal progetto. «L’appalto», ha detto l’architetto, «ha avuto una gestazione piuttosto lunga a causa del Covid. Nel frattempo, i prezzi sono aumentati e fortunatamente abbiamo avuto un finanziamento aggiuntivo che ha portato la somma disponibile a 2,2 milioni di euro per il recupero di un immobile di altissimo valore architettonico».
«Il progetto prevede interventi esclusivamente per finalità sportive», ha affermato, «progetto condiviso da Gianluca Vacca quando era sottosegretario alla Cultura e da tutti gli enti interessati, ossia la Capitaneria di porto, il Comune e la Soprintendenza. Per cui sin dall’inizio si sapeva quale era la concatenazione degli interventi e cioè si prevedeva il parziale sacrificio di alcuni alberi. Bisogna inoltre considerare l’assoluta criticità strutturale di questi pini che hanno un rischio effettivo di crollo soprattutto in riferimento al lungofiume dei Poeti. Per questo motivo si è condiviso con il Comune questo taglio dei pini. Autorizzazione che poi è arrivata il 23 febbraio. Tutto questo, dunque, nel pieno rispetto della realtà procedurale con l’obiettivo di recuperare nella sua interezza un bene straordinario e credo che noi siamo l’ente deputato a farlo. Più precisamente, si vuole recuperare un immobile tenendo conto delle sponde golenali».
Poi, è intervenuto il sindaco Carlo Masci. «Dunque», ha sottolineato, «noi dobbiamo tenere conto delle scelte della Soprintendenza, che è il soggetto competente. Ogni volta che facciamo un intervento dobbiamo chiedere l’autorizzazione. Non è che io mi sveglio la mattina e decido di tagliare gli alberi. I passaggi che facciamo vengono concordati con gli agronomi e poi verificati e validati dalla Soprintendenza».
Ma queste spiegazioni non hanno convinto il centrosinistra, che ha deciso lo stesso di presentare in aula un ordine del giorno per invitare sindaco e giunta a richiedere la sospensione degli abbattimenti degli alberi tra marzo e luglio. L’ordine del giorno è stato bocciato dalla maggioranza. «Il voto del centrodestra», ha commentato il capogruppo Pd Piero Giampietro, «è stato davvero senza senso. Abbiamo chiesto il rispetto del regolamento comunale, consapevoli del valore identitario di questi pini. Si poteva e si doveva cercare un’intesa ragionevole nella convinzione che la riqualificazione del Circolo canottieri è una grande opportunità, che si può cogliere anche senza l’abbattimento dei pini».

