La sorella: ora speriamo si arrivi alla verità

La famiglia della vittima: ci sono persone che sanno chi ha ucciso Nicola, ma da 4 anni non parlano
PESCARA. «Non so fino a che punto sia attendibile questa lettera, ma ha comunque riaperto una porta alle indagini». Sabrina Bucco, sorella di Nicola, da quattro anni aspetta una verità che non arriva.
«La speranza è sempre quella, è l’unica: la verità», ribadisce la donna che aggiunge: «I miei sospetti ce li ho e me li tengo fino a quando non ci sono le prove, perché i miei sospetti non valgono niente. Ma di una cosa sono sicura: ci sono persone che sanno chi è stato, chi ha ucciso Nicola, ma non parlano».
Sulla lettera anonima ricevuta dall’avvocato che rappresenta il nipote e la ex cognata Sabrina Bucco, che si è affidata invece all’avvocato Faccini Caroppo ha poco da dire: «Speriamo che si possa salvare qualche impronta lasciata sulla lettera, ma anche se così non fosse la speranza è che questa lettera possa aprire la strada ad altre segnalazioni, ad altre lettere, da parte di qualcuno che dopo quattro anni trovi finalmente il coraggio di dire quello che sa. Anche in via anonima. Per me, per noi, sarebbe il regalo più bello di questo Natale. Perché qualcuno sa, questo è sicuro».
Una rassegnazione solo apparente, perché il dolore è infinito come la rabbia e come pure la pazienza: «Mi manda in bestia sapere che in questi quattro anni l’assassino di mio fratello continua a fare la sua vita di sempre», dice, «ma io continuo ad aspettare con la speranza che arrivi una svolta nelle indagini, che si scopra chi è stato».
«Abbiamo fatto l’udienza l’altro giorno», conclude, «chiediamo che il caso non sia archiviato, che le indagini possano comunque non fermarsi. In questa storia c’è un ragazzo di vent’anni che ha perso il padre, la famiglia vuole giustizia, per riposarci tutti un attimo, per trovare un po’ di pace. Anche se nessuno ci ridarà mai Nicola». (s.d.l.)
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