«La statua di Michetti alla Madonnina? Bastavano 7mila euro»

Masci replica alla figlia dello scultore che boccia “Grazia la Marinara” nell’aula consiliare: «Colpa del centrosinistra»
PESCARA. Riavvolgere il filo dei ricordi e restituire dignità al talento artistico dello scultore pescarese Vicentino Michetti ha un costo definito: solo per spostare la statua “Grazia la Marinara” dalla sala consiliare alla piazza della Madonnina, così come richiesto più volte dagli eredi, ci vogliono 7mila euro. Altri soldi - al momento la cifra non è quantificabile poiché non si dispone di un impegno di spesa - dovrebbero poi essere messi in bilancio per dare seguito alla transazione del 2011 che prevede l’allestimento di una mostra permanente nella sala degli Alambicchi dell’Aurum con le 83 opere donate nel 1995 al Comune e oggi finite in parte in uno sgabuzzino del museo Vittoria Colonna.
Un patrimonio di 45 disegni, 37 sculture in bronzo, terracotta, marmo e gesso e il quadro “I miei genitori”, oggi esposto nella sala della presidenza del consiglio comunale, che da anni attende una sua collocazione definita. Perché non bastano gli annunci a mezzo stampa delle varie amministrazioni che si sono succedute alla guida della città.
E servono a poco anche gli impegni verbali a mettere pace tra la volontà degli eredi e la memoria labile dei pescaresi. Il sindaco Marco Alessandrini dovrà attingere dalle casse in rosso del Comune per evitare una nuova battaglia legale, annunciata dalla figlia Laila Michetti pochi giorni dopo la celebrazione del 106° anniversario dalla nascita dell’artista che ha realizzato l’Elefante di piazza Salotto e la Stele dannunziana.
«Noi la nostra parte l’abbiamo fatta», si difende il consigliere comunale di Pescara futura Carlo Masci, chiamato in causa da Laila Michetti per via di una sua promessa disattesa ai tempi della scorsa amministrazione di centrodestra, «l’ex sindaco Luigi Albore Mascia aveva messo in preventivo una spesa di 7mila euro per portare “Grazia la Marinara” nella piazza della Madonnina, ma è stata la nuova amministrazione a non dare seguito a quell’impegno».
Masci, legato a Vicentino Michetti anche da un rapporto personale in quanto gli faceva da avvocato, ricorda come durante la passata consiliatura era stato deciso il trasferimento della scultura in un posto centrale della città. «Con le economie provenienti dai ribassi d’asta di alcune opere pubbliche già avviate», rimarca il consigliere, «doveva essere fatto tutto. Ma poi quel progetto è stato interrotto quando è caduta l’amministrazione, come del resto tanti altri che non hanno più visto la luce. Oggi se si riesce a portarlo a compimento, siamo tutti contenti».
La statua di “Grazia la Marinara”, la storica proprietaria dello stabilimento Saturno descritta con la barba ispida, la voce rauca e un mezzo toscano tra le labbra, da pochi giorni si trova al centro della sala che ospita l’assise civica. Per iniziativa del presidente del consiglio comunale Antonio Blasioli, estimatore di Michetti, la scultura è stata spostata dall’estremità della sala in un posto ben visibile. Una decisione che ha scatenato le ire della figlia dell’artista e l’annuncio di una nuova battaglia legale «per chiedere i danni non solo morali, ma anche materiali». «Credevo di fare una cosa buona», ammette Blasioli, «ci ho messo le luci e pure la targa. Ho fatto tutto quello che era in mio potere per valorizzare l’opera. Ne avevo parlato anche con Laila Michetti, che non mi aveva espresso alcuna contrarietà. Sono rimasto sorpreso e amareggiato nel leggere le sue critiche. Oggi, il Comune è in predissesto e trovare qualche migliaia di euro per dare seguito a una transazione del 2011 è complicato, perciò ho fatto appello agli imprenditori».
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